Con Aldo Rock si corre poeticamente in Radio per la vita

Radio News

Con Aldo Rock si corre poeticamente in Radio per la vita

Per mille e una notte la principessa Shahrazàd narra al suo sovrano crudele altrettante storie; in questa cornice è racchiusa la più imponente raccolta di avventure, miti e favole della cultura musulmana, sicuramente non si tratta dell’opera di un unico autore(…)Quella della principessa Shahrazàd, di Sindbad il marinaio sono le due storie che Aldo Rock e Dj Aladin stanno per raccontarvi…” Questa è semplicemente l’introduzione narrativa ad effetto del Radio libro più seguito dagli italiani, il radio libro di Radio Deejay “The book is on the radio”che sfreccia sull’onda emozionale dell’etere, esplodendo in storie classiche di azione, avventura, genio dell’editoria internazionale con il contributo artistico e professionale di un lettore  e speaker d’eccezione: Aldo Rock, alias Aldo Calandro, il simpatico e folle runner-triatleta-deejay che, da molti anni, fa parte della squadra Deejay,  semplicemente ricordato per i suoi appuntamenti settimanali fissi a Deejay Chiama Italia.

Aldo, un uomo fuori dal comune o, semplicemente, un uomo di forte volontà, abituato a sfidarsi e lottare sempre contro le avversità senza risparmi e senza pentimenti, un uomo capace di dare “buoni esempi” e, in questi ultimi tempi magri, sono serviti e servono uomini cosi,  ma anche speaker cosi “ Credo che il vero eroe sia colui che guarda il mondo e lo ama così com’è: alla fine di tutte le ricerche interiori, magari dopo essere stati in tutti i continenti, riconciliarsi con il proprio ambiente è la scelta più giusta, difficile e gratificante.”

Il significato del  suo soprannome “rock” ha una doppia valenza: da una parte si riallaccia alla sua forte passione per la musica che ne ha fatto uno speaker attento e un consulente di case discografiche volitivo, dall’altra si riaggancia al suo significato letterale in inglese che sta ad indicare la “roccia”.

Quindi un uomo tutto d’un pezzo, senza troppi grilli per la testa,  se non quello, semplice e saggio, di ritrovare un contatto genuino con la natura. Un uomo che spiazza per la sua determinazione, tra l’altro, basta ricordarsi alcuni suoi avvenimenti importanti: nel 1984 percorre il periplo delle Filippine in mountain bike, poi passa da Bangkok a Singapore in bicicletta, corre tre maratone del deserto,  tenta due volte di attraversare in bici l’America e  conclude una serie interminabile di ironman. Non si potrebbe chiedere di più a nessun atleta di buona volontà!

Una vita da sportivo, ma anche da appassionato di musica, vista la sua  straordinaria esperienza radiofonica, comprovata anche da  anni di allenamenti tosti fatti a tempo di musica.

Dei suoi primi anni a Radio Deejay come ospite di Linus e Nicola restano alcune dichiarazioni inossidabiliRacconto storie, faccio ciò che oggi non fa più nessuno. E vedo che i ragazzi sono conquistati: mi scrivono, vogliono saperne di più, si vogliono esprimere. Oggi c’è un estremo bisogno di moderni Mago Merlino, di mentori che indichino la strada: gli oratori hanno perso la funzione educativa di un tempo, ci sono soltanto i bar e la televisione. Nei ragazzi vedo una grande fame di vita, la voglia di mettersi alla prova, conoscere l’esistenza anche nei suoi aspetti meno gradevoli e più difficoltosi, conquistare una fanciulla come Lancillotto fa con Ginevra, entrare nel castello incantato, attraversare il bosco per poi scoprire che la propria orma coincide con l’orma di Dio. Queste prove apparentemente stupide alle quali molti ragazzi si sottopongono, sono domande. Domande magari dolorose, ma forse inevitabili in una società che ha perso tutti i riti d’iniziazione. I pellirosse, per diventare adulti, danzavano senza cibo per sette giorni interi: con che cosa abbiamo sostituito tutto questo?

Un corridore resta tale per tutta la vita, abituato a correre controvento, risulta sempre un po’ di giri, perché fare attività fisica fa bene alla salute psicofisica e all’umore in generale. E un radiofonico e uno sportivo si somigliano,  visto che per entrambi “il lavoro” equivale ad una buona sensazione di benessere. Si dice cosi che questo tipo di attività genera “dipendenza” e farne a meno può far calare l’umore. Quindi non stupisce se uno sportivo come Aldo Rock sia anche un buon radiofonico.

Aldo colpisce al cuore e, personalmente, il suo ascolto mi ha fatto bene, quasi quanto una breve corsetta mattutina. Unico neo? anche Aldo può creare una certa “dipendenza”. Le sue massime, le sue storie fanno scuola e a “Casa Deejay” nulla è un caso, ma tutto ha un significato, un segno che resta. La domenica notte diventa cosi un appuntamento imperdibile con i libri di Aldo, libri selezionati per corridori più o meno esperti. Se poi aggiungiamo alle storie i suoni di Dj Aladyn la magia è completa.

Per ora Aldo sembra  traghettato tra Linus e il suo programma domenicale, ma in futuro i suoi “incontri radiofonici” potrebbero cambiare, magari “ampliarsi” verso nuovi lidi e con nuovi spazi aperti all’immaginazione. Sogni o possibilità concrete? Al momento mi resta  solo un sogno personale: intervistarlo un giorno. Chissà se sarà possibile!

E voi, in quali nuove e possibili vesti radiofoniche vedreste bene l’eccentrico e poliedrico Aldo Rock?

 

 

Articolo a cura di Nicoletta Zampano