Radio Don Boskò: in Madagascar per educare e promuovere il paese

Curiosità Radiofoniche

Radio Don Boskò: in Madagascar per educare e promuovere il paese

Questo è l'ultimo articolo per quanto riguarda modi di intendere e fare la radio diversi da quelli che conosciamo. Anche in questo caso parliamo di una radio di frontiera e andiamo in Madagascar: si tratta di Radio Don Boskò, che ricorda chiaramente la figura di San Giovanni Bosco, personaggio di riferimento della religione cristiana nel rapporto coi giovani.

La radio è stata fondata da Don Mimmo Alvati e trasmette da Antanarivo, in Madagscar, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Don Mimmo Alvati è docente di Comunicazione sociale all'Università Pontificia Salesiana, per cui esperto nel campo e infatti unisce il fattore educativo della radio con una qualità tecnica e una programmazione degna di un'emittente occidentale.

I valori sono quelli di una radio libera, educativa e naturalmente cattolica, ma leggendo l'intervista si capisce bene come il suo sviluppo sia molto importante per il territorio in cui è nata: infatti, Don Mimmo Alvati spiega come la radio sia il mezzo di comunicazione maggiormente diffuso, quello più seguito e alla portata di tutti a livello economico. Si sente anche di avere una grossa responsabilità nei confronti della popolazione, perché il suo obiettivo è promuovere le persone del luogo attraverso la radio, una speranza ambiziosa ma molto nobile.

La radio si indirizza ai cattolici presenti in Madagascar, ma fin dall'inizio ha cercato di raggiungere tutta la popolazione, al di là del credo religioso e le alte percentuali di share raggiunte dimostrano la riuscita del progetto. Un tentativo doppiamente ambizioso, perché cerca di contribuire al processo di sviluppo e di promozione della persona nella regione malgascia, anche se non si tratta di cristiani e di fedeli dello stesso Dio che ha ispirato l'idea.

Dopo aver raccontato l'ideale su cui si poggia questo esperimento, addentriamoci nella parte più tecnica perché come vi dicevo Radio Don Boskò ha una programmazione di tutto rispetto.

Il palinsesto viene organizzato in fasce orarie e a seconda del pubblico che potrebbe essere all'ascolto in quella fascia, viene fatta una scelta specifica. In fondo parliamo di una radio generalista e allora si passa dall'intrattenimento, alla musica, all'approfondimento, ai programmi di educazione fino a quelli giornalistici.

Non solo, perché a proposito di giornalismo, all'interno della radio c'è una testata giornalistica, formata da circa 10 persone, che a tempo pieno seguono le edizioni del gr e i programmi di formazione. Oltre a loro lo staff è più o meno di una quarantina di persone, anche di più se si contano i collaboratori che lavorano e hanno sposato il progetto educativo di evangelizzazione e promozione attraverso la radio.

Don Mimmo Alvati cerca poi di fare un paragone con la situazione occidentale, affermando ad esempio che uno dei programmi più seguiti è il radiodramma, che nelle nostre emittenti difficilmente trova spazio. Oltre a questo, racconta, che dal punto di vista tecnico, il tentativo è stato quello di allinearsi agli altissimi standard europei ed il successo dato dai grandi ascolti, conferma il risultato. Senza mai perdere di vista però i valori di fondo della radio, che non sono quelli di un'emittente di preghiere ma che però non si distolgono dall'obiettivo di educazione e evangelizzazione.

Da questo nasce la struttura della programmazione, che vuole interessare tutte le persone, senza differenze di religione o cultura, ma che allo stesso tempo non abbandona il motivo per cui la radio è nata: promuovere le persone presenti in Madagascar grazie alla radio. È davvero splendido pensare alla radio come mezzo di promozione e valorizzazione di una persona e non solo come una sequenza di parlato e musica.

Un grazie enorme va a tutte le persone delle 4 storie che vi ho raccontato in questi articoli, che hanno un tratto in comune: vogliono usare il mezzo radiofonico per comunicare qualcosa di veramente importante e portare insegnamenti, ma soprattutto affidano le loro parole e i loro ideali alla radio, vista come veicolo per la trasmissione di pensieri così profondi.

Articolo a cura di Nicola Zaltieri

Fonte: news.va/it/news