Radio d’estate sì o radio d’estate no?

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Radio d’estate sì o radio d’estate no?

Tempo di vacanze. Non per tutti visto che sono sempre di più quelli che non se le possono permettere, che le prendono in un altro periodo dell’anno o che ad agosto lavorano.

Tempo di vacanze anche per le radio, che con la turnazione di questo periodo sconvolgono necessariamente i palinsesti, mandano in onda repliche o, per chi se le può permettere, le seconde linee e gli speaker meno utilizzati vengono promossi in una fascia quotidiana per qualche settimana.

Questo meccanismo provoca spesso un calo vistoso di ascolti e di interesse da parte del pubblico, una specie di disaffezione causata dalla mancanza di quotidianità e di quei riferimenti che per tutto il resto dell’anno caratterizzano le nostre giornate e ci tengono compagnia durante i vari momenti del nostro quotidiano.

La radio, d’estate, viene spesso percepita come un qualcosa di “strano”, con svariate lamentele per i palinsesti che si sgonfiano e la qualità che cala, per un legame che per il resto del tempo dura cinque giorni la settimana per qualche ora al giorno e che ora viene interrotto. Ma d’altronde qualsiasi essere umano ha diritto ad un periodo di ferie, le radio non sono aziende che possono chiudere totalmente i battenti quindi alcuni cambiamenti si devono fare, devono essere trovate soluzioni valide e gli ascoltatori purtroppo si devono accontentare.

Ma per tutti questi motivi tanti, sottoscritto compreso, durante l’estate si rifugiano in altri tipi di compagnie o, peggio ancora, iniziano a fare zapping ed ascoltare altre radio, con il rischio di affezionarsi a qualcosa di nuovo e abbandonare la propria stazione di fiducia. Tutti gli esperti del settore sanno bene come il periodo estivo sia particolarmente delicato e rischioso, da organizzare al meglio con le forze disponibili e che i frutti di un buon lavoro possono essere raccolti a settembre con la partenza ufficiale della nuova stagione.

Vi porto il mio esempio, per poi capire se anche voi vi comportate allo stesso modo. Io rientro della categoria di quelli che si disaffezionano, non tanto perché manchi la routine o i conduttori che ero solito ascoltare (anche se anch’io ho i miei programmi ai miei orari che ogni giorno non posso perdere e che quindi d’estate non ritrovo) ma perché approfitto dell’estate per ascoltare radio nuove, scoprire nuove voci e conoscere altri programmi. Lo faccio spesso, per quanto possibile, anche durante il resto dell’anno, negli orari “liberi”, quando non ci sono quei programmi che ascolto sempre e vi consiglio di farlo se volete trovare delle belle novità, che vi possono servire per avere nuove idee nel caso abbiate un programma o siate coinvolti nel magico lavoro radiofonico oppure solo per sentire qualcosa di diverso.

Ma, purtroppo per me e per la radio, in estate ascolto molta più musica che radio. Non so perché, ma in questo periodo ho molta più voglia di scegliere le mie canzoni, ascoltare quello che voglio ed evitare che le playlist e le programmazioni le scelgano altri. Alcune volte anche le voci, qualunque esse siano, mi danno fastidio. Non credo che sia una sorta di assuefazione nei confronti della radio o un desiderio di “liberarsi” dopo averla sentita ogni giorno, praticamente tutto il giorno, per il resto dell’anno.

È un bisogno personale, quasi fisiologico, che ascolto ed esaudisco, ma mi chiedo il perché. Di certo non riesco a sopportare il silenzio, che sia musica o radio ma qualche nota ci deve sempre essere nelle mie giornate, ma allo stesso modo so che appena ripartirà la stagione ufficiale mi rimetterò a seguire le mie stazioni preferite e ritornerò a programmare la mia giornata con un programma diverso da ascoltare quasi ogni ora.

E allora perché sento, e leggo in giro, di questa difficoltà nel continuare a seguire e sentire la radio nel periodo estivo? O comunque esserci con meno interesse e fedeltà? Succede anche a voi? Cerchiamo di capire quali potrebbero essere i motivi. Di certo, e questo mi piace sottolinearlo, non potrei vivere senza musica e senza radio e questo amore unito a questa passione è una delle più belle sensazioni che mi accompagnano nella vita, che ci sia pioggia, neve o sole.

Voi come la vivete?

 

Articolo a cura di Nicola Zaltieri