Radio ed Etichette Discografiche Indipendenti: una probabile soluzione?

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Radio ed Etichette Discografiche Indipendenti: una probabile soluzione?

Quante volte ci chiediamo: “Ma perché le radio passano questo pezzo ma non quello di quell’artista che invece mi piace di più?”, “Perché le radio hanno deciso di martellarci con questo brano orribile, mentre non passano mai il pezzo nuovo di… ?”, “Perché sento questo brano sulla stessa radio ad intervalli di due ore?”

La risposta a queste e simili domande, non risiede soltanto nella questione (già trattata) dell’identità di una radio, né tantomeno consiste nel considerare un brano più bello di un altro e quindi meritevole di essere programmato.

In realtà, tra radio ed etichette discografiche sussiste un vincolo molto stretto per cui spesso sono le cosiddette “major” che, a suon di quattrini, “impongono” alle radio di passare i pezzi dei loro artisti. Singolare è stata la vicenda che si è consumata, proprio in Italia, due anni fa. A partire dall’8 maggio 2010 infatti la RNA, l’associazione che racchiude alcune tra le maggiori emittenti italiane, cominciò a boicottare tutte le ultime uscite discografiche italiane in particolare quelle di quegli interpreti che, nella riscossione dei diritti, si facevano rappresentare da SCF (Società Consortile Fonografici) che si affiancava alla SIAE (Società Italiana Autori Editori).

Cosa accadde in quel maggio 2010? Accadde che la SCF (il cui compito è raccogliere e distribuire i compensi dovuti agli artisti e ai produttori per la diffusione in pubblico di musica registrata), aveva raddoppiato la percentuale richiesta alle radio per la trasmissione della musica. Le radio italiane quindi cominciarono a boicottare tutte le ultime uscite discografiche.
La protesta, col passare dei mesi, pare si sia sopita, ma i rapporti tra etichette major e radio sono comunque sempre controversi e tesi.

È di questi giorni la notizia relativa invece ad una curiosa iniziativa messa in atto dalla rock band dei Counting Crows, che ha deciso di autopromuoversi attraverso la piattaforma peer-to-peer BitTorrent regalando, ai propri fan, quattro brani dal nuovo album di cover "Underwater sunshine (Or what we did on our summer vacation)", vale a dire: "Untitled (Love song)", "Like teenage gravity", "Hospital" e "Meet on the ledge" , all'interno di un "pacchetto" (bundle ) che include anche note di copertina e riproduzione ad alta. La band è infatti ormai libera da vincoli contrattuali avendo proceduto, in piena autonomia, alla pubblicazione del nuovo lavoro.

Il frontman della band, Adam Duritz, ha dichiarato: "Se così stanno le cose, allora questa è la nuova radio. Anzi, un'emittente migliore delle altre, perché la gente ha la possibilità di scegliere quanto ascoltarla e quando smettere. Non capisco perché non lo facciano tutti. Per me è una cosa scontata, e ora che siamo diventati una band indipendente non dobbiamo più stare a sentire un branco di idioti che ci dicono cosa dobbiamo e cosa non dobbiamo fare. Possiamo rivolgerci a gente intelligente, oppure fidarci di noi stessi".

Grazie alla piattaforma sopra citata infatti, il nuovo lavoro potrà raggiungere 150 milioni di utenti. "Puoi considerare Bit Torrent - ha dichiarato Duritz - semplicemente come un succhia soldi, come fanno le case discografiche. Oppure per quello che è, un canale che funziona a doppio senso. Puoi lamentartene o decidere di usarlo. Il file-sharing non è diverso dal resto di Internet, è uno strumento che connette il mondo intero. E' la cura per Babele".

Ai Counting Crows quindi non interessa che i nuovi brani non raggiungano i network tanto blasonati. A loro basta quindi che i pezzo raggiungano il maggior numero di persone.

Il web è forse diventato, musicalmente parlando, il nuovo modo di fare radio?

Articolo a cura di Pierpaolo Fasano