Web Radio: Radio GMI, One Association,One Religion

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Web Radio: Radio GMI, One Association,One Religion

Siamo alla seconda "puntata" di quelle iniziative radiofoniche che vorrei definire alternative, nel senso però più positivo del termine, cioè modi diversi di fare radio e soprattutto realtà che utilizzano il mezzo radiofonico come strumento vero e proprio di informazione oltre che come passatempo e divertimento.

Dopo aver parlato nello scorso articolo della difficile situazione di Radio Shabelle e dell'assassinio del suo direttore, oggi volevo presentarvi la storia di un progetto dedicato ai giovani e a persone di una cultura diversa dalla nostra: parlo di Radio GMI, la prima web radio islamica italiana.

Tutto parte da un'idea e da un fattore numerico, come spiega Abdel Aziz Ahmed, portavoce nazionale GMI (Giovani Musulmani Italiani), nell'intervista che ha ispirato il mio articolo: i giovani musulmani in Italia che collaborano con le varie sezioni dell'associazione sono quasi 5000 e negli ultimi anni il numero è cresciuto molto, c'era la necessità di tenere unite tutte le sezioni e far partecipare tutti, anche i ragazzi delle province, così parte la web radio.

L'obiettivo è chiaro, semplice e istruttivo: permettere ai ragazzi di parlare dei temi che stanno loro a cuore e comunicare con gli ascoltatori. La radio si chiama "Radio GMI - one association. One religion" e ricorda il claim di un noto network nazionale milanese come potete ben capire dal nome.

Il palinsesto è molto vario: va in onda tutte le domeniche alle 21 e se siete curiosi potete ascoltarla sul sito giovanimusulmani.it, è condotta dai ragazzi delle varie sezioni e trasmette tramite Sprekaer, riuscendo in meno di tre settimane a registrare circa 4000 contatti. Come in ogni progetto è necessaria la collaborazione di personale valido e in questo caso la web radio si avvale della partecipazione attiva all'iniziativa di Nadia Rouatbi, coordinatrice della sezione GMI genovese.

La cosa più curiosa di Radio GMI è il fatto che coinvolga l'ascoltatore su ogni tipo di tematica. Un altro elemento fondamentale per promuovere una radio è sicuramente la presenza sui social network e Radio GMI ha la propria pagina su Facebook, ma soprattutto, sempre qui, trovate dei questionari veri e propri da compilare online, che servono per dare le vostre valutazioni sull'operato della radio e anche argomenti da suggerire per le prossime dirette. È una pratica un po’ antica quella dei questionari, ma in questo caso la trovo un'idea molto umile per sapere il parere degli ascoltatori e farsi suggerire argomenti e tematiche che li potrebbero interessare.

Provate per un attimo a pensare se un network dovesse far compilare lo stesso tipo di questionari quante cose potrebbero uscire, positive e negative, ma sicuramente utili per il lavoro dell'emittente visto che è il pubblico che fa grande o meno una radio; poi certo in questo caso sarebbe impossibile perché il numero delle risposte sarebbe troppo elevato per riuscire a considerarle tutte, ma risulterebbe comunque molto curioso.

Insomma, come vedete ci sono molte realtà radiofoniche in Italia che nascono dalla bellezza di un progetto o dalla semplice volontà di farsi sentire, far capire di esistere e che si vuole dire qualcosa. Mi sto appassionando molto a queste storie perché sento che partono dal desiderio più puro di fare radio o di usare il mezzo radiofonico per comunicare fortemente agli altri.

Questa grande motivazione è sempre da lodare e come dico spesso, è necessario appoggiare e dare visibilità alle realtà minori, per fortuna non esistono solo i network e noi nel nostro piccolo cerchiamo anche di parlare di emittenti che fanno una radio diversa, legata alle proprie tradizioni e con messaggi forti da voler comunicare.

E voi lettori di Radiospeaker.it, cosa ne pensate? Alla prossima!

Articolo a cura di Nicola Zaltieri
Fonti:Repubblica.it