I Programmi Notturni: “spazi” dove riscoprire la magia della Radio

Curiosità Radiofoniche

I Programmi Notturni: “spazi” dove riscoprire la magia della Radio

Difficile dire quale sia l’orario, all’interno di una giornata, in cui sia più bello fare radio o condurre un programma radiofonico. Le risposte potrebbero essere molteplici e fortemente soggettive, basate sul gusto personale di ciascuno di noi, che sente di poter dare “il massimo” in un determinato momento o di preferire un particolare tipo di pubblico.

Però credo che nell’immaginario collettivo degli ascoltatori e di chi fa radio, la notte abbia un fascino molto molto particolare. Tantissime scene di film che parlano di questo favoloso mezzo di comunicazione hanno a che fare con figure e programmi notturni. Ebbene sì: “la notte è più bella!” e tutto ciò è innegabile.

E’ ovvio che questo valga maggiormente per chi conduce un programma in un network, soprattutto per questioni “logistiche”. Sfido chiunque infatti, appassionati e non, a decidere di andare in onda tutte le notti in una fascia oraria compresa tra la 1 e le 6 del mattino. Forse in una radio locale tutto ciò è più difficile, anche per la natura stessa che caratterizza un programma notturno (fatto in prevalenza dagli ascoltatori).

Domenica notte, approfittando del lunedì “di festa”, mi sono recato in via Massena per assistere alla diretta del programma “Deenotte Fonda ed ho avuto così occasione di vedere (e sentire) prove tangibili di questa mia convinzione. Chi ama la radio, o un certo tipo di radio, sa che una delle sue caratteristiche più belle è l’interazione con gli ascoltatori e il potersi sentire parte di una grande famiglia fatta da migliaia di persone simili o diverse da noi, che contemporaneamente ridono, piangono, scherzano e si emozionano all’ascolto di un brano musicale o per le parole di uno speaker.

Di giorno però l’interazione con chi è all’ascolto, ovvero il pubblico (senza il quale probabilmente la radio sarebbe priva di senso) avviene sempre più spesso attraverso i social network, Internet o i cellulari. Il telefono, la comunicazione vocale con chi è all’ascolto è in parte ridotta, anche perché durante la giornata chi conduce un programma di intrattenimento è supportato da una serie di notizie provenienti da tutto il mondo, da cui poter attingere per stilare la scaletta del proprio programma.

La notte è differente. I fatti del giorno appena trascorso sono già stati detti e commentati, quelli del nuovo giorno devono ancora “arrivare”. Così i programmi in diretta parlano molto di vite vissute e sono fatti da persone che hanno voglia di condividere le loro storie, di parlare delle loro esperienze, di riflettere. Ogni storia è originale, particolare, interessante. Chi ama la radio come me, credo possa capire ciò di cui parlo e quello che intendo dire. Nulla è mai banale o scontato in un programma notturno ed è in quei momenti che si può riscoprire la magia più vera che sta alla base della radio.

Se a questo si aggiunge il fatto, come nel programma a cui ho assistito, di poter unire la conduzione radiofonica alla regia dello stesso, allora il mix è assolutamente formidabile: provare per credere! L’essenza più vera della radio è tutta qui ed è bello, a volte, poterla riscoprire in maniera autentica!

E voi avete mai provato una diretta notturna? Sareste disposti a farla pur di entrare in un grande network? Con queste domande (e facendo un doveroso ringraziamento a Mauro Corvino e Andrea Tuzio per l’ospitalità) lascio a voi la parola…

Articolo a cura di Mattia Savioni