La Radio: il mass media più utilizzato nel Mondo

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La Radio: il mass media più utilizzato nel Mondo

Sono passati pochi giorni dalla Giornata Mondiale della Radio 2017, ed è il momento perfetto per chiedersi: come viene vista la radio al giorno d’oggi?

Per rispondere a questa domanda bisogna sicuramente tenere conto delle nuove possibilità aperte dai progressi nella tecnologia.

Come apprendiamo da Il Post, circa 115 milioni di americani (ovvero il 57% della popolazione) ascoltano ogni mese le radio per via on line (tramite PC o smartphone), abitudine diffusa soprattutto negli adolescenti tra i 12 e i 24 anni, in parte dagli adulti tra i 25 e i 54, ed infine in maniera minore da chi ha più di 55 anni.

Ma ci sono dati significativi anche dall’Europa. All’inizio del 2017 la Norvegia ha infatti abbandonato in via definitiva la trasmissione in FM per abbracciare la migliore qualità del digitale DAB, facendo così da spinta anche per altri Paesi europei (si conta soprattutto sullo switch-off di Svizzera, Danimarca e Gran Bretagna).

Tra il 2016 e l’inizio del 2017 la scia di cambiamento ha interessato anche l’Italia, in cui il DAB sta cercando di estendere piano piano la sua copertura lungo i vari angoli dello stivale.

Situazione ancora diversa è quella dei Paesi in via di sviluppo, in cui la connessione internet, i computer, gli smartphone e la televisione non sono beni sicuramente così scontati. E per un numero che si aggira intorno ai 3,9 miliardi di persone, la radio quanto a cultura e informazione ha certamente un ruolo di ribalta, specie perchè ha dei costi di gestioni molto minori ad una televisione.

La Giornata Mondiale della Radio in tutto il mondo quest’anno ha coinvolto più di 100 Paesi per un numero che supera i 500 eventi, dati che dimostrano come la radio, seguita nelle sue varie forme (trasmissione in FM, in DAB, collegamento tramite un sito internet, una pagina social, un canale televisivo, un’applicazione sullo smartphone e chi più ne ha più ne metta…) tra i vari mass media continua a giocarsela egregiamente.

Articolo a cura di Vittoria Marchi.