Radio Montecarlo: il Direttore Programmi Andrea Munari risponde al caso Platinette

Interviste

Radio Montecarlo: il Direttore Programmi Andrea Munari risponde al caso Platinette

In questi ultimi giorni Radiospeaker.it si è occupata di un piccolo caso che riguardava Platinette e Radio Montecarlo. Come potete leggere nell'articolo "Platinette criticata dagli ascoltatori. Radio Montecarlo li censura?", la questione riguardava un gruppo di ascoltatori di Radio Montecarlo contrari al cambio di orario del programma "Si salvi chi può" e ad uno stile di conduzione di Platinette, a detta loro, troppo volgare. Abbiamo approfondito l'argomento e contattato la direzione della Radio "di gran class" per un chiarimento. Nell'occasione abbiamo approfittato della disponibilità del direttore programmi Andrea Munari per approfondire anche altre curiosità legate ai dati d'ascolto e alle novità in arrivo su Radio Montecarlo. Ecco cosa ci ha risposto:

Secondo gli ultimi dati Radio Monitor c’è stata una perdita di ascolto di circa 300.000 ascoltatori rispetto agli ultimi dati Audiradio. Questo calo è dovuto ad un difetto di rilevazione di Eurisko o all’offerta di Radio Montecarlo?
Non mi sembra vi siano motivi che inducano a pensare ad un difetto di rilevazione di Eurisko, in quanto siamo all’inizio di un nuovo percorso, subentrato ad Audiradio, e come tale si basa su un modello differente rispetto al passato, e condiviso con gli editori. Le informazioni raccolte nelle 2 rilevazioni già effettuate sono esaurienti, frutto di una professionalità consolidata ma, ripeto, è solo l’inizio di un nuovo percorso che, come Lei senz’altro saprà dalla stessa Eurisko, non è da mettere a confronto con quello tracciato da Audiradio. Per quanto riguarda l’offerta di RMC, riteniamo che sia di qualità, all’altezza delle aspettative del suo pubblico, sia nella scelta musicale e sia nella ricerca e sviluppo dei contenuti e dell’informazione. Ciò di cui ha bisogno RMC oggi, è una maggiore visibilità in comunicazione, e un significativo rafforzamento della copertura in alcune zone, per contrastare i competitors che in questo senso sono stati più tempestivi. E’ su questo che stiamo lavorando.

Nei prossimi mesi dobbiamo aspettarci qualche novità, qualche nome nuovo a rinforzare ancora di più la squadra?
Quando guardo ai programmi di RMC e quindi al palinsesto, vedo una squadra competitiva, determinata con voglia di fare, soprattutto di migliorare. Vede, il nostro lavoro non si esaurisce mai, ogni giorno a Radio Monte Carlo deve andare in scena uno spettacolo sempre nuovo. E’ un insegnamento che abbiamo ricevuto da Alberto Hazan, l’Editore. E in questo senso, anche un palinsesto deve essere sempre in grado di evolvere, crescere, migliorare. Ideare, progettare e poi attuare è uno degli aspetti più stimolanti di questa professione, e bisogna farlo senza fermarsi mai, guardando sempre con curiosità ed attenzione sia all'universo della radio e sia a quello della TV. E poi ci sono richieste di artisti che vogliono RMC, ci sono contatti e ci sono idee. In queste settimane stiamo lavorando ad un progetto che ci piacerebbe presentare entro fine anno, ma non posso dire di più.

Quali sono i programmi che secondo lei stanno soffrendo di più ultimamente e quali sono invece i punti di forza di Radio Montecarlo?
Non ci sono programmi che stanno soffrendo, ma che vogliono migliorare. E’ un lavoro quotidiano, meticoloso, a volte anche ossessivo, e riguarda ogni programma, senza eccezioni. Si interviene su musica, conduzione, contenuti, si guarda con attenzione alla partecipazione e all’interazione degli ascoltatori, e anche degli utenti attraverso il web. La storia ed il percorso di questa emittente è unico nel panorama radiofonico non solo italiano ma anche internazionale, e gli appassionati di radio lo sanno bene. RMC ha dalla sua l’immagine e la forza di un marchio prestigioso, conosciuto, internazionale. Punta sulla qualità di ogni contributo che mette in onda, punta sulla personalità dei suoi conduttori, come Alfonso Signorini, Teo Teocoli, Luisella Berrino, Caterina Balivo, Max Venegoni, Monica Sala, Kay Rush, Patty Farchetto, Dario Desi, Massimo Valli, Maurizio DiMaggio, Nick The Nightfly, Erina Martelli, Stefano Bragatto, e ora anche Platinette, e ha collaborazioni consolidate con grandi firme del giornalismo come Beppe, Severgnini, Gad Lerner, Vittorio Feltri, Renato Mannheimer. Inoltre, sul territorio stringe partnership importanti, organizza esperienze musicali esclusive, ideate proprio per premiare gli ascoltatori (di questi giorni le operazioni con Rihanna e Taylor Swift), e sono solo alcuni esempi.

C’è stato un episodio che ha  attratto la nostra attenzione: dopo aver pubblicato una recensione del programma Plati-Network, senza alcun giudizio da parte nostra, abbiamo notato una gran quantità di commenti negativi nei confronti di Platinette. Troppo volgare, secondo alcuni, poco consona allo stile della radio, secondo altri. Secondo lei?
Dipende da che parte guardiamo la questione. Che cosa intendiamo per “una gran quantità”? Come le ho detto prima, siamo attentissimi al gradimento del nostro pubblico, in un certo senso sono loro che premiano il nostro lavoro. Noi dobbiamo essere obbiettivi, saper ascoltare ogni singola voce, ogni opinione e ogni giudizio, anche il più implacabile. Quindi ne prendiamo atto e ci confrontiamo, ma non dimentichiamo tutto il pubblico di RMC, perché oltre ai “NO” ci sono anche i “SI”. Dal mio punto di vista, sarà il tempo a consegnare la risposta.

La scelta di spostare Si Salvi chi può alle 5:00 del mattino ha fatto infuriare ulteriormente un gruppo di ascoltatori che tra le 7:00 e le 9:00 si svegliavano con la trasmissione condotta da Maurizio Di Maggio. Secondo lei c’è la possibilità che il programma torni nel suo orario originale?
Sono davvero dispiaciuto per questi nostri ascoltatori. E’ anche vero che ogni novità che segna un cambiamento e che non rispecchia un certo tradizionalismo, generi inevitabilmente in alcuni un manifesto malcontento. Pur essendone consapevole, quella di sapere che un gruppo di ascoltatori è risentito per una nostra scelta, che è fatta per il pubblico stesso, la ritengo una sconfitta, anche se non abbiamo la presunzione e la convinzione che tutto ciò che facciamo deve piacere a tutti, indistintamente. Per questo, ancor più ci siamo messi a lavorare sulla nuova formula di Si Salvi Chi Può, quella che ha debuttato lo scorso 10 settembre con novità importanti, e che ora ha buone potenzialità per centrare gli obbiettivi nella fascia 5:00-7:00. E con la stessa attenzione abbiamo preso per mano Mauro Coruzzi (Platinette) per fargli muovere i primi passi a RMC, una realtà molto diversa rispetto alla precedente dove ha trascorso oltre un decennio. E’ un passaggio che non avviene in un giorno. Era necessario accompagnarlo, aiutarlo a farsi conoscere, ad incontrare un pubblico nuovo per lui, un pubblico attento e preparato, e ad avere particolare attenzione e sensibilità. E infatti, alcuni poi hanno cambiato opinione, dichiarando di trovare il programma ed il personaggio di loro gradimento, e non mi riferisco alle testimonianze spontanee in onda, ma a coloro che lo hanno fatto direttamente, fuori dall’onda e dalla rete.

Molti hanno criticato duramente la scelta di Radio Montecarlo di cancellare e bannare i commenti negativi espressi sulla pagina facebook della Radio. Addirittura molti utenti sono stati bloccati. Come giustifica questo atteggiamento così duro nei confronti di chi esprime un’opinione negativa nei confronti di un programma di Radio Montecarlo?
Il problema si manifesta quando i medesimi commenti, dagli stessi utenti, si ripetono continuamente, anche se in forma diversa, oppure vengono espressi con termini offensivi. In questo caso è un segno responsabile quello di intervenire, di moderare, e comunque ad ogni nostro intervento di moderazione corrisponde l’invio di una risposta. E poi, è anche giusto consentire a tutti gli altri di continuare a “postare” per interagire su musica, su un sondaggio, su una foto…

Già conosceva Radiospeaker.it? Cosa ne pensa del nostro portale?
Certo, lo conosco. Apprezzo la varietà dei contenuti e gli approfondimenti, come in questo caso. Penso che la radio in generale abbia bisogno di altre voci, oltre che della propria, per farsi conoscere e ascoltare meglio. E’ importante che queste siano obbiettive. Buon lavoro a voi e grazie.

Intervista a cura di Giorgio d'Ecclesia