La radio e gli over 65 in Friuli: un viaggio intelligente

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La radio e gli over 65 in Friuli: un viaggio intelligente

Secondo l’annuario statistico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, giunto alla sua 44esima edizione, il Friuli è la seconda regione italiana, dopo il Trentino Alto Adige, per fruitori radiofonici con il 63,9% di share a dispetto dei consumatori Tv che si consolidano solo al 90,5%, dato più basso dell’intero stivale.

In più i friulani registrano un primo posto per il settore libri, uso del pc e di internet e scendono appena al secondo per presenza alle manifestazioni sportive con un bel 29,3%, per musei e mostre con il 34,1% e per siti archeologici o monumenti (26,5%). Ora mi verrebbe da considerare con semplicità: chi segue la radio è più intelligente?

Sicuramente leggendo i dati appena riportati salta subito all’occhio il legame tra radio, libri, internet e pc. Tuttavia, non si può generalizzare sul binomio radio-cervello in Friuli, se non si considerano altri dati specifici locali: la popolazione friulana si attesta su un record di vecchiaia confermato.

L’età media, infatti, si aggirava a fine 2013 sui 46,2 anni e, grosso modo, gli over 65 sono quasi il doppio degli under 14 con un tasso di natalità fermo al 7,7 %. Gli unici peggio in Italia sul fattore età sono i liguri! Considerando i dati generali dell’Istat che riportano le quote uomo-donna per età media con le donne a 84 anni e mezzo e gli uomini a 79 anni,  l’Italia ha, in generale, una prospettiva di vita tra le più lunghe dell'Unione europea.

Ma il dato friulano mi riporta ad una domanda: la radio è per vecchi?

Ora, la testa gira e rigira su mille riflessioni e, mi viene in mente la storia del viaggio e dei sogni nel cassetto. Ognuno ha i suoi sogni e le sue speranze. C’è Clare, ad esempio, protagonista del romanzo “Io e Claudio.Attraverso gli Stati Uniti col mio gatto” che, dopo una perdita affettiva improvvisa e senza punti fermi, decide di riprendere una sua vecchia fantasia: il sogno americano, da New York a San Francisco, on the road, accompagnata esclusivamente dal suo fido e vecchio micio Claudio.

Avventure rocambolesche in giro per l’America che fanno dell’umorismo sarcastico in gonnella il perno principale. Ma i sogni hanno mille facce. C’è anche chi, semplicemente, si sogna in viaggio sul canale radiofonico preferito, tranquillamente, sdraiato in pantofole sul divanetto di casa. Anche questo è un viaggio onirico, anche questo è godersi la vita, coltivando le proprie fantasie, più o meno addomesticate.

Ma questo lega la radio ai vecchi? Assolutamente no! La radio è giovane sempre, a qualsiasi età e per qualsiasi tasca.

Ora in Friuli capita di trovare più sessantenni che ventenni, ma questo non vuol dire nulla, perché in fondo la vita può iniziare anche a 50 anni! Secondo una ricerca australiana al femminile il raggiungimento del mezzo secolo d'età, per molte donne, coincide con uno stato di beatitudine. Non solo, per molte donne mature, la mezza età porta una vita sessuale più appagante e relazioni affettive meno complicate. Di rimando anche il partner attempato può beneficiarne di gran lunga.

In conclusione vivere la radio è un viaggio intelligente per persone consapevoli. Si può esserlo a 20, come a 60 anni, l’età in fondo non conta tanto, conta lo spirito e il gusto di condividere un’ esperienza: quella della radio.

A questo punto non posso che finire in bellezza con le storie di Aldo Rock, alias Aldo Calandro, il poliedrico runner-triatleta-deejay che, ogni venerdì mattina è con Linus e Nicola Savino su Radio Deejay per trasmettere eroiche imprese sportive. Tra le tante, mi piace ricordare la storia straordinaria di Leonardo Soresi, raccontata nel suo “Il ragazzo che cavalcava il Vento" a cui Aldo Rock dona vigore in diretta con poche, ma semplici righe: “C’è un solo modo per prepararsi ad una gara come la Western States: correre, correre sempre, correre anche quando le gambe fanno già male prima ancora di iniziare, solo così si può abituare la testa a considerare normale il dolore che tutti sentiranno dopo 80 miglia di gara”


Articolo a cura di Nicoletta Zampano