Quando in Radio le Porte sono Chiuse

Curiosità Radiofoniche

Quando in Radio le Porte sono Chiuse

4 anni. Tanti ne sono passati e da altrettanti posso dire di fare vari tentativi per entrare nel magico mondo della radio. L’ultima delle occasioni in ordine cronologico è quella di “Una settimana a Deejay”, il concorso/ gita/ospitata non so come chiamarlo visto che sembrava una versione allargata e non competitiva di “Un giorno da Deejay”, ma ascoltandolo ho capito che era solo la possibilità di assistere come pubblico ai programmi della radio per una settimana,dove  due ascoltatori ogni ora hanno potuto assistere alla diretta seduti fianco a fianco con i loro speaker preferiti.

Ho mandato la mia candidatura ma non sono stato selezionato. Così come non ero stato scelto per le due edizioni di “Un giorno da Deejay” e per altri concorsi in altre radio nazionali e non, senza contare provini, colloqui, casting e prove in radio che poi non si sono concretizzate. Non voglio farvi la mia biografia radiofonica, assolutamente, ho approfittato di questa mancata chiamata per parlare di un tema credo caro e molto sentito tra noi lettori e utenti di Radiospeaker.it: i “non-selezionati”.

I “non-selezionati”, i “non-scelti” o chiamiamoli in qualsiasi modo vogliate, sono quella categoria di persone che da anni si iscrivono, partecipano, mandano demo, inviano curriculum, telefonano e si fanno sentire. Invano. Sono quelle persone che, da più o meno anni, hanno provato, in un numero più o meno alto di emittenti radiofoniche, a proporsi e a cercare un lavoro o anche solo una collaborazione. Rimanendo poi sempre al palo e non vedendo mai il loro sogno realizzarsi.

Nessuna critica, nessuna dietrologia e nessun processo, promesso. Solo una domanda che mi ha ispirato la scrittura dell’articolo: come fate a resistere? Come fate, dopo l’ennesima porta chiusa in faccia o l’ennesimo “No” (ovviamente quando va bene, nella maggioranza dei casi non arriva nemmeno una risposta) a pensare di andare avanti, provare ancora e dire “Va bene, la prossima volta sarà quella buona?”.

Vi ho portato la mia piccola esperienza radiofonica degli ultimi 4 anni, senza entrare troppo nel dettaglio per non annoiare, anche perché dopo tanti sforzi e tante richieste sono riuscito a fare un programma e a trovare un’emittente che mi permettesse di trasmettere. Però sono certo che ci siano persone che hanno tante altre storie da raccontare, attese ancora più lunghe, desideri ancora più forti e delusioni ancora più cocenti, magari arrivate quando sembrava tutto certo, sicuro e deciso.

Proprio pensando a tutte queste persone mi sono chiesto come sia possibile continuare su questa strada, decidere di non arrendersi e provare ancora a candidarsi, inviare demo o curriculum, mettersi nuovamente in gioco. Io ho la mia risposta, spero che anche voi ne abbiate tante per continuare a crederci nonostante le numerose porte chiuse: io continuo perché ogni volta che accendo un microfono in radio non vorrei essere in un altro posto e non vorrei fare altro, questo credo conti più di tutto. In più perché quando ascolto la radio continuo ad immaginarmi in uno studio e con un mio programma e queste immagini sono la linfa che mi permette di non arrendermi.

E voi? Parlo al popolo dei “non selezionati”, dopo tutti i no ricevuti cosa vi dà la forza di andare avanti e continuare a provare? Se volete condividere qui la vostra esperienza sono certo che potrebbe essere d’aiuto, sostegno e fare forza a tutti coloro che ogni giorno si sentono dire che non c’è spazio, che ora non si assume nessuno, che “abbiamo tenuto il Suo curriculum nei nostri database e sarà nostra premura contattarla qualora si liberasse una posizione che corrisponde alle sue caratteristiche”. Quante volte ci avranno ripetuto questa frase. NON MOLLATE!

Articolo a cura di Nicola Zaltieri