Una Radio fantasma in Russa trasmette lo stesso suono da 35 anni

Curiosità Radiofoniche

Una Radio fantasma in Russa trasmette lo stesso suono da 35 anni

Esiste in Russia una stazione radio che trasmette dagli anni della Guerra Fredda lo stesso inquietante suono. Stiamo parlando della UVB-76, una misteriosa radio russa che diffonde in 4625 kHz. Dai fan è chiamata appunto "The Buzzer", soprannome dovuto al suono metallico che si ripete ogni due secondi circa. Raramente è possibile udire delle parole in russo, apparentemente prive di senso.

Svariate sono le ipotesi, complottiste e non, sul suo possibile impiego: una stazione per intercettare eventuali missili sub orbitali, visto che la frequenza in onde corte utilizzata con l'usilio della ionosfera che fa da specchio, copre tutto il globo terrestre, un possibile utilizzo da parte di servizi segreti e militari, contatti alieni, un sistema di controllo di testate nucleari, ecc... Di fatto le frequenze e la trasmissioni sono ancora attive, indice che qualcuno finanzia il funzionamento di "The Buzzer".

Ecco il suono della misteriosa stazione:

Cercando sul web si possono trovare molti altri video a riguardo, anche con conversazioni piuttosto lunghe. Il segnale pare che provenga da un sistema di antenne e centrali elettriche abbandonate appena fuori da San Pietroburgo.

Ci troviamo di fronte a una vera Numbers Station: stazioni radio in onde corte caratterizzate da trasmissioni per lo più da sequenze di numeri, lettere, parole. Spesso i suoni sono prodotti da sintetizzatori vocali e musicali. La funzione di tali emittenti era quella di trasmettere informazioni e istruzioni codificate e non comprensabili da possibili nemici di guerra. Nel 2013 è stato prodotto anche un film, che tratta in parte l'argomento, chiamato "Codice Fantasma (The Numbers Station)": il protagonista, un agente speciale, ha il compito di proteggere una crittografa di una Numbers Station.

Una Radio diversa dal solito, ma per chi ha il piacere di questo mezzo, buon ascolto comunque!

Articolo a cura di Stefano Tumiati