Radio: I Selfie degli Speaker

Curiosità Radiofoniche

Radio: I Selfie degli Speaker

Si sa, ormai la tecnologia è parte integrante dell'essere umano. Una vera e propria abitudine, spesso esagerata, quella di smanettare il proprio smartphone con le varie applicazioni presenti sui cellulari di ultima generazione, primi tra i tutti i social-network. Abbiamo spesso analizzato l'importanza assunta da questi portali nella promozione e visibilità delle emittenti; ogni radio, infatti, ha una sua pagina Facebook ufficiale, magari curata da uno specifico redattore, il quale va ad aggiornarla in parallelo alla programmazione giornaliera della radio di appartenenza.

Sondaggi o semplici domande da rivolgere agli ascoltatori che vengono postate sui profili web, allegando delle foto esplicative che possano in qualche modo spingere a cliccare su “mi piace” o diventare “follower”.

Un'interazione, questa, che sta sempre più abbattendo la classica messaggistica via sms, sostituita quest'ultima anche dalla chat istantanea e gratuita targata“WhatsApp”, altra innovazione apportata dalla maggior parte delle radio, nazionali e non.

L'aspetto curioso, particolare e a tratti originale dell'utilizzo di questi nuovi canali di comunicazione tra speaker ed ascoltatori, è legato ad una “moda” che sta contagiando molti, non solo gli addetti ai lavori, ma anche persone comuni che dinanzi ad un bel piatto di spaghetti o in bagno, non esitano a farsi un “selfie” con amici, fidanzati etc. Cos'è il “selfie”? Per quei pochissimi che ancora non sapessero di cosa si tratta, la risposta è semplice: è un autoscatto fatto con il proprio cellulare, postato poi tempestivamente sul profilo on-line.

E anche gli speaker si sono adeguati a questa nuova tendenza generazionale.

Anzi, l'utilizzo di “selfie” in radio sembra sia diventato un modo per coinvolgere maggiormente gli ascoltatori all'interno di un determinato format radiofonico, da loro particolarmente preferito. Un po' sulla scia della “radiovisione” che ormai svela i volti di chi prima era identificato solo sulla base della propria voce, anche gli autoscatti, in una sorta di radio “spiata”, mostrano il dietro le quinte di ciò che avviene in onda, dando così la possibilità di scoprire visi e contesto di uno show radiofonico.

E in tal caso, la fantasia degli speaker risulta essere un elemento fondamentale per rendere caratteristico e interessante un “selfie”.

Facce bizzarre, pose stravaganti, anticipazioni su ciò che verrà trattato in onda e molto altro, tanto da suscitare un sorriso spontaneo da parte degli ascoltatori, pronti magari a “ritwittare” la foto postata sul web dalla redazione del media.

In alcuni casi, vengono organizzate anche delle gare in cui tutto è legato alla quantità di “like” che un “selfie” è in grado di ottenere.

Una vera e propria dipendenza da autoscatto, quella che si riscontra navigando tra i vari account radiofonici. Insomma, passano gli anni e sembra sempre più che la radio stia perdendo la sua natura originaria, in cui tutto era solo ed esclusivamente legato alla voce e al suo utilizzo.

Non vogliamo pensare che stia avvenendo il contrario, ma oggi tra “Youtubers”, televisione, radiovisione e “selfie”, pare che l'attenzione sia tutta rivolta alle facce e alla notorietà delle stesse. Ma la radio è tutt'altra cosa e chi gode di notevole esperienza e sana gavetta lo sa benissimo!

In ogni caso, buon “selfie” a tutti!

 

Articoloa cura di Maurizio Schettino