Radio - Sondaggio: La Radio per me è? Le risposte dei Fonici/Registi

Curiosità Radiofoniche

Radio - Sondaggio: La Radio per me è? Le risposte dei Fonici/Registi

Abbiamo letto le opinioni di alcuni speaker e le risposte a questa domanda. Ci sono però persone altrettanto importanti all’interno della diretta di un programma: i fonici o registi. Credo che la loro presenza e il loro ruolo sia paritario a quello dello speaker per la riuscita di una trasmissione o per il funzionamento di un’emittente e allora ho voluto provare a chiedere un loro parere, per capire come viene vissuta la radio da “dietro il vetro” e per vedere come un fonico ipotizza la radio del futuro. Queste le loro risposte.

EMANUELE CAMPAGNOLO – POLI RADIO E GRUPPO FINELCO

Emanuele Campagnolo. Tecnico di Bassa Frequenza (Sound Engineer) - GRUPPO FINELCO (Radio105, Radio Montecarlo e Virgin radio) e Responsabile Tecnico/Regista - Poli.Radio (Politecnico di Milano). Regia per “I Divi” e “Hit40UK” (Poli.Radio). Orario in Finelco (6.30 - 15.30), diretta su Poli.Radio (19-20 il giovedì, 21-23 il venerdì).

"Per Finelco non curo la regia ma sono sempre all'erta per quanto riguarda la struttura tecnica in generale, se ci sono problemi di qualsiasi tipo, riguardante l'audio, il mio compito è intervenire tempestivamente.  Per me la radio è il lavoro più bello del mondo. Può sembrare banale ma quando si fa della propria passione un lavoro nulla può essere più bello. In molti criticano spesso questo mio modo di dire proprio per l'accezione "lavoro". Al giorno d'oggi, è vero, non è affatto facile approcciarsi al mondo radiofonico per un impiego vero e proprio: i network o le aziende più piccole non possono investire sui più giovani e sui nuovi talenti e richiedono un minimo di esperienza, in più la situazione sociale attuale rende tutto più complicato e un'azienda non ha il tempo materiale da dedicare per allenare nuove leve nella propria squadra. Nulla è perduto però, perché, com'è successo a me, l’importante è non fermarsi mai, i sogni possono davvero diventare realtà. Ho iniziato in piccole radio locali di provincia, in Sicilia, poi quando mi sono trasferito a Milano per studiare all'università questo mondo sembrava inaccessibile ma partendo dal basso e credendoci fino in fondo le esperienze lavorative piano piano sono arrivate fino alla "convocazione in nazionale".

Devo soprattutto dire grazie alle piccole esperienze perché mi hanno fatto trovare la strada che amo davvero, ovvero quella tecnica. Ho iniziato come tutti credendo che fare la radio significasse spiccicare due parole al microfono e mettere della musica, quando invece questa definizione è solo un briciolo di tutto quello che c'è dietro ad un programma. Vivere la radio nel quotidiano per me vuol dire svegliarsi prima dell'alba, uscire per strada al buio e al freddo, arrivare in una struttura totalmente deserta e, come mi piace scrivere spesso su twitter, "tirare su le tende". Stanchezza a parte, è un'emozione molto bella vedere e assistere all'apertura delle giornate di tre radio nazionali, è come assistere ogni giorno alla prima di uno spettacolo che ha sempre lo stesso titolo ma ogni giorno ha una trama diversa. Non sai mai davvero cosa aspettarti. Per me la radio sarà… questa è una bella domanda, i puntini di sospensione la dicono già lunga. Ci sono varie scuole di pensiero: c'è chi dice che l'FM morirà e che si brancola nel buio alla ricerca di un mondo di radio digitali che ne prenderanno il posto, c'è chi dice che la radio "tradizionale" invece resterà salda mentre tutto attorno cambierà (la tv e la carta stampata ne sono già un esempio).

La mia visione per il futuro è un mix delle due cose. Io vedo una radio che rimarrà "tradizionale", con un flusso no-stop di musica, informazione, intrattenimento ma comunque sempre più a portata dell'utente e disponibile ovunque. L'esempio è quello di un utente medio che vuole vedere un film e lo compra su iTunes o lo programma su Sky e può interromperlo e riprenderlo come e quando vuole. E' già quello che succede con i podcast, i video e le foto presenti sui siti delle emittenti. Ogni contenuto prodotto dalla radio potrà essere raggiungibile in ogni momento e in ogni luogo. In tutto questo la webradio avrà un ruolo fondamentale ma non perché si sostituirà all'fm in toto. Infatti è compito delle webradio, a mio avviso, iniziare a sperimentare nuovi metodi di comunicazione e scoprire come dovrà funzionare il sistema nei prossimi anni. Non essendo soggetta a normative e pubblicità, non dovendo quindi "sottostare" a dinamiche ferree che impediscono di sperimentare (così come invece purtroppo accade nelle radio FM), questo diventa il luogo ideale in cui ci si può allenare per costruire il futuro.

Per chi volesse iniziare questo lavoro è importante sapere come si è fatta la radio nel passato e come la si fa nel presente ma è molto più importante essere originali e inventare qualcosa che possa soddisfare le necessità future di un mezzo che non morirà ma si rinnoverà sempre. Proporsi alle piccole emittenti per apprendere un mestiere che ha bisogno di rinnovarsi grazie a chi ha voglia di fare e a chi ha idee totalmente nuove è importante. Iniziare dunque dal basso, alimentare la propria creatività e credere fermamente nei propri sogni. Per il resto bisogna sempre bussare al portone più grande di quello di casa propria, non è detto che si apra subito ma è certo che col tempo qualcuno verrà ad aprire e ad ascoltare le richieste di tutti.

 

FRANCESCO CIOCCA – RADIO DEEJAY

Francesco Ciocca Sound designer & Sound Engineer a Radio Deejay. Seguo i “Rossi di Sera” con Rudy Zerbi e Laura Antonini ogni giorno dalle 18:30 alle 20. Programmatore musicale per Sky Music, 25 canali tematici su piattaforma Sky (canale 701/770)

"Per me la radio è vita, intesa nel più ampio concetto possibile: arrivare nel building e chiudersi in studio, produrre qualcosa che dovrà convincere migliaia di persone, confrontarsi con i colleghi, scambiarsi opinioni, ascoltare musica e suoni che faranno la differenza. La mia “giornata lavorativa” è suddivisa in parte nello staff di Sky Music dove mi occupo di programmazione musicale. Qui il lavoro è legato strettamente alla musica: la stesura di scalette ad-hoc per ciascun canale, spaziando nei generi più disparati, dalla musica pop, passando alla sinfonica, al Jazz, alla fusion solo per fare qualche esempio.

Quando invece mi chiudo in studio per produrre per Radio Deejay il discorso cambia: suoni & voce devono andare d’accordo! Ogni giorno con Laura, Rudy e “la Ginger” iniziamo sin dal mattino a capire cosa faremo alle 18:30: il mio compito è di confezionare le puntate con peculiarità che faranno distinguere i “Rossi di Sera”! Lavoro a Radio Deejay dal 2006, dove nel corso degli anni ho potuto mettere in pratica quanto studiato e quanto appreso dalle precedenti esperienze lavorative, oltre a migliorarmi grazie al confronto con persone che hanno esperienze diverse dalle mie. Team diversi ed esigenze diverse: prima Vic, poi Platinette, nella diretta simultanea radio/ tv ed ora Rudy Zerbi e Laura Antonini.

Il futuro della radio credo sarà quello di integrarsi, come già sta accadendo, con gli altri mezzi di comunicazione di massa: dai social network ad internet, passando per la tv. Chi vuole lavorare seriamente in questo settore deve quindi avere una preparazione molto ampia e continuare ad aggiornarsi. Lo studio è fondamentale, così come iniziare a fare esperienza in piccole realtà locali o in webradio. Se qualcuno vuole intraprendere questa strada sappia che è tutta in salita e che la competizione molto alta: non bisogna arrendersi facilmente!"

ALFREDO PORCARO – RADIO KISS KISS

Alfredino Porcaro, fonico di Radio Kiss Kiss e responsabile di sede a Roma, in onda alle 13 e alle 20 con “Your Kiss” e nel weekend con “Kiss Kiss Weekend”. Però mi occupo maggiormente di post-produzione che impegna il mio tempo lavorativo almeno peril 70%.

La radio è il mio primo amore, ancor prima di quello adolescenziale, l’unico lavoro che vedevo nel mio futuro ed il lavoro che mi sono conquistato con i denti da uomo maturo (crederci sempre, arrendersi mai!). Per me la radio sarà uno dei punti di incontro dei tanti mezzi di comunicazione, mi spiego meglio: prima si usavano solo le telefonate per interagire in diretta poi sono arrivati i fax, gli sms e ora i social. La radio sarà sempre lì ad attingere da loro per evolversi e trasformarsi, non conta se il segnale sarà trasmesso via Web, via Satellite o in FM. Le radio del futuro saranno tante: web radio, radio in-store, i (soliti) network e le (sempre meno) radio locali, ma c’è una scelta talmente ampia già oggi sulle radio da poter ascoltare che non bisogna guardare tanto avanti per chiedersi come sarà la radio del 2030, la radio sarà come la vorremo noi, la potremo cucire come un abito su misura… Quindi concedetemi di essere il vostro sarto di fiducia!

Intervista a cura di Nicola Zaltieri