"Radio 24 e la telefonata omofoba": come gestire l'imprevisto in radio?

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"Radio 24 e la telefonata omofoba": come gestire l'imprevisto in radio?

Esercitando il mestiere di conduttore o conduttrice radiofonica, può capitare di dover arginare l'intervento delirante e oltremodo privo di quello che è il concetto di valore umano, di un “ascoltatore” che durante la diretta si impossessa dello spazio dedicato ad un argomento per poi sproloquiare su un altro. Questo è quello che è accaduto, qualche giorno fa, nel programma “La zanzara” su Radio 24 .

Un uomo ha cercato un contatto telefonico con Radio 24 per esprimersi circa un commento del Presidente del Consiglio, che suggerisce agli uomini di sinistra di lavarsi di più per recarsi in Parlamento e iniziare invece, poco dopo i saluti, ad esprimere il suo personale disprezzo verso i gay.

Così Fabio da Modena, liquida l’argomento centrale con qualche frase e parola balbettata per poi parlare di ciò che vuole lui: “Non sono neanche d’accordo per quello che riguarda i gay che voi dite che i gay, una volta si chiamavano froci… cambia qualcosa tra gay e froci? Questi personaggi che voi dite che siamo come noi (…), non mi sembra che siamo come noi. Io vivo sull’autostrada, non vi capita mai di andare nei bagni e trovare questi personaggi equivoci, disposti a scendere a qualunque compromesso pur di avere un rapporto?”

I due speaker restano sorpresi dalle parole dell’uomo, dicendo che a loro, in verità, non è mai successo. La situazione precipita, in quanto il molesto ascoltatore continua a rincarare la dose ed i due conduttori insistono per chiedere dove accadano queste cose, dove viva, tra lo sbigottito e l’incredulo di sentire questi commenti.

A questo punto, assodata ogni incapacità del soggetto in questione di formulare pensieri e concetti degni di un qualsiasi dibattito, gli chiedono se non sia il caso di farsi aiutare sottoponendosi magari ad un ciclo di terapia...quella mentale!! I due speaker cercano anche di capire dove si trova, in modo da far arrivare un' ambulanza il prima possibile! Ma nulla, Fabio, l'ascoltatore omofobo non pone fine al suo delirio, tanto da arrivare ad affermare: “(...)non è bello che dite che queste persone sono come me, per esempio.”

“No Fabio, tranquillo, rispondono i due speaker. I gay non sono persone come te. Sono migliori. Ma non solo i gay, anche gli altri eterosessuali. Qualsiasi altra persona che ragioni e che non abbia un livello tale di arretratezza mentale da generalizzare il tutto e descrivere i gay come persone malate”.

Questa la telefonata di un omofobo in diretta radio. E voi, al di là dell'argomento in questione, come avreste gestito un intervento inaspettato mentre siete in onda?

Articolo di Catia Demonte