Si licenzia da Radio Canada: Spazio ai Giovani. L'intervista per Radiospeaker.it

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Si licenzia da Radio Canada: Spazio ai Giovani. L'intervista per Radiospeaker.it

Solo la sensibilità di una donna poteva mobilitare il web! Marie Claude Lavallèe, 58 enne, dopo trentun anni di servizio, lascerà irrevocabilmente Radio Canada il prossimo 25 maggio, col TG delle 16. Tra le cause il desiderio di far spazio ai giovani sembrerebbe solo la punta dell’iceberg, le motivazioni sarebbero molteplici: il desiderio di cambiare vita, acquisire nuove tecniche lavorative, scoprire un nuovo modo di lavorare. “Mi sono sentita male nella mia pelle di senior quando ho visto tre o quattro giovani, bravissimi, andar via. Il presidente di Radio Canada, Hubert Lacroix, ha annunciato che non avrebbero più lavorato con noi, ho visto i loro visi e ci sono rimasta male. Dicevo loro è impossibile che vi lasciano andare, siete troppo bravi, abbiamo bisogno di voi. Temo che questi giovani possano lasciare il mestiere. Dopo tre o quattro giorni dall’accaduto ho detto basta, me ne vado! Ho deciso di fare un salto nel vuoto sperando possa aprirsi il paracadute su altri contratti di lavoro. Questo mestiere è una droga, avrei potuto rimanere, tanto non potevano buttarmi fuori, ma il modo di lavorare è diventato fast: devi subito andare in onda! Sono sportiva, per me andare in onda è uno sport, ma questa è una velocità che stanca, a me piace prendere tempo e riflettere”, ha detto la conduttrice durante l’intervista.

La decisione non è stata affatto semplice, Marie – Claude è una persona emotiva, sa che lasciando il lavoro lascia la sua famiglia, ma dichiara di essersi sentita più libera dopo aver pubblicato in rete la lettera di dimissioni, quella cui tutte le testate giornalistiche fanno fede nel raccontare la decisione di Marie. Stupita per l’intervista, l’interesse inaspettato da parte della nostra redazione, ha confidato: “Quando ho pubblicato la lettera definitiva è stata un’azione liberatoria. Tutti volevano parlarne con me, sia reti pubbliche che private. La mia lettera è una lunga riflessione, lascio una famiglia, sono single, questa famiglia per me è molto importante. Quando ne ho parlato col vicepresidente di Radio Canada c’è stato un momento di silenzio, lui era visibilmente sorpreso”, specifica descrivendo il momento dell’ufficializzazione della notizia.

Gesti di rara nobiltà, come questo, non se ne vedono tutti i giorni. Il dramma della crisi economica e della disoccupazione giovanile investe tutto il mondo, tutte le aziende. I giovani scalpitano però. Che fare allora? I contratti senior per un’azienda sono un bel salasso, ora che le regole del mondo del lavoro assumono sembianze nuove e che per noi giovani probabilmente l’occasione del contratto a tempo indeterminato arriverà tardi o forse mai. E’ la storia del ricambio generazionale che si ripete. Via gli adulti per far spazio ai giovani, davvero accadrà? Quando? In che termini? Realmente la posizione vacante creata da Marie Claude verrà occupata da un giovane? Il dubbio c’è. “Rimarrò male se scoprirò che la mia posizione si chiude, sarò molto delusa. Ho dato il nome di una giovane che secondo me è brava, bravissima, fa la presentatrice dei TG, ma lavora solo quando la chiamano, non ha garanzia di lavoro”, aggiunge Marie - Claude.

La conduttrice canadese è prossima ad un periodo di meritato riposo, tre anni per andare in pensione e aver diritto al minimo, ma intanto sta già riorganizzando il futuro prossimo. Continuerebbe volentieri a lavorare con i ragazzi come coach, dice di essere molto legata ai giovani e riprenderebbe volentieri il suo programma televisivo di medicina, mentre ne parla dice: “Mi sentivo utile per la gente, era una trasmissione molto apprezzata che hanno chiuso. – dopo una breve riflessione aggiunge - Oppure potrei lavorare come presentatrice durante eventi, serate di gala, premi. Mi piace molto moderare le tavole rotonde”.

Dell’Italia ne è innamorata, Roma è la città dei suoi sogni; del nostro giornalismo ricorda la Gruber per lo stile di conduzione del TG e Piero Badaloni. Non ama vendersi, aspetterà l’occasione giusta.

L’intervista per Radiospeaker è stata realizzata rigorosamente in italiano, è un’altra delle lingue che Marie – Claude conosce:L’italiano è la lingua più bella del mondo, è come la musica, quando parlo l’italiano ho l’impressione di cantare. A settembre sarò da voi, magari ci vedremo per un selfie”, si congeda così, sorridente, nella sua infinita semplicità, sicuramente col cuore in pappa. Il suo ciclo professionale durato qualcosa più che un trentennio, con Radio Canada, termina così.

Lei presidente Hubert Lacroix è proprio sicuro di voler lasciar andare i Suoi ragazzi?

Articolo a cura di Annalisa Colavito