Rai Radio2: l'appello di A. Dose e M. Presta del Ruggito del Coniglio

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Rai Radio2: l'appello di A. Dose e M. Presta del Ruggito del Coniglio

È uno dei temi più caldi delle ultime settimane. La corruzione in Italia, soprattutto politica e dei consiglieri regionali, sta dilagando. Non ci metteremo a parlare di questi temi qui, ma vogliamo segnalarvi che anche noti personaggi della radiofonia italiana si sono mossi per l'approvazione del ddl anticorruzione proposto, ma non ancora approvato dal Governo.

L'iniziativa è partita da Repubblica.it, che ha lanciato una raccolta firme e un appello per far approvare al più presto il decreto. In pochi giorni la notizia è rimbalzata da un sito all'altro e la voce si è sparsa velocemente, tanto da trovare appoggio e sostegno in larga misura in brevissimo tempo. Nel momento stesso in cui vi scrivo le firme raccolte sono già 302.647, ma sono destinate a crescere ulteriormente ed altrettanto velocemente nei prossimi giorni.

Una petizione che ha coinvolto anche molti personaggi noti, del mondo dello spettacolo, dello sport, della politica e di altre realtà nazionali. Hanno già aderito e firmato personalità come Arrigo Sacchi, il c.t. della Nazionale Italiana Cesare Prandelli, la medaglia d'oro alle Paralimpiadi di Londra 2012 Alex Zanardi, la campionessa Josefa Idem, Luciano Ligabue, i Negramaro, Roberto Vecchioni, Adriano Celentano, Gianni Morandi, Francesco Guccini, lo scrittore Andrea Camilleri, solo per dirne alcuni. Oltre alle migliaia di persone comuni che hanno già firmato, anche la radio si è mobilitata.

L'ultimo invito è arrivato dalla voce e dal volto di Antonello Dose e Marco Presta, conduttori del "Ruggito del Coniglio", in onda su Rai Radio 2 dal 1995. I due hanno pubblicato un appello per RepubblicaTv dove invitano tutti gli ascoltatori a firmare nel più breve tempo possibile per approvare il decreto. La definiscono una richiesta fatta "con tutto il cuore, la forza e l'intenzione possibile". Curiosa la promessa fatta poco dopo: "se voi fate questa cosa importante per noi, beh… vi verremo incontro, è evidente", assicurando, in tono ovviamente goliardico, di riuscire a trovare lavoro per quel cugino disoccupato o il permesso per quella casetta abusiva da costruire sopra il vulcano.Loro, se firmate, vi danno una mano, perché siamo "fra di noi".

Tolto questo aspetto puramente ironico e simpatico della vicenda, bisogna rimarcare come anche la radio sia scesa in campo per parlare al proprio pubblico di temi che non la riguardano direttamente. Forse in questo periodo anche la radio viene vista come un mezzo che può comunicare alle coscienze delle persone e farsi portavoce di vicende delicate come la corruzione in Italia.

Un impegno serio che fa onore a tutti coloro che non vedono la radio come un semplice passatempo o un apparecchio da tenere sul mobile, un riconoscimento d'importanza che rincuora tutti coloro che mettono anima e corpo per questo lavoro e per far progredire la comunicazione radiofonica.

Puoi guardare l'appello di Antonello Dose e Marco Presta qui:



Chissà se questa iniziativa porterà i frutti sperati, di certo 302.000 persone sono un numero da tenere in considerazione!

Articolo a cura di Nicola Zaltieri

Fonte video:

http://video.repubblica.it