Rds Academy: parla Gianluca Gazzoli

Interviste

Rds Academy: parla Gianluca Gazzoli

Radiospeaker.it incontra Gianluca Gazzoli, ragazzone milanese (e non riminese come segnalato negli rvm del talent) appassionato di basket, video maker, speaker e presentatore di eventi. Ma soprattutto uno dei protagonisti di RDS Academy, il talent di cui tutti stanno parlando, di cui dopo la conclusione ci vuole raccontare qualche aneddoto e curiosità.

Hai partecipato alla prima edizione di Rds Academy, un sogno che avevano in tanti e che tu hai realizzato. Partiamo proprio da quel momento, da quello che sogniamo tutti nella vita, quello del si. Riesci a descriverci a parole, per quanto possibile, l’emozione che hai vissuto e cosa hai pensato?
Un mix di tensione, emozione, adrenalina, gioia che non avevo mai provato prima nella vita. Le giornate dei casting sono state davvero pazzesche per tutti i ragazzi che hanno partecipato. Riuscire ad avere l'approvazione addirittura di tutti e tre i coach ed essere così ammesso in accademia è stato davvero incredibile e una soddisfazione che mi porterò dentro tutta la vita.

Sei uscito alla seconda puntata ma in quella prima eri stato votato come il migliore della prova. Dalle stelle alle stalle insomma, come si dice. È davvero così facile “cadere” in radio? Si può essere “i migliori” in una determinata puntata e pochissime ore dopo risultare invece “i peggiori”? Per quale motivo succede secondo te?
I fattori che condizionano una prova in un contesto come questo sono davvero tantissimi. Sei davanti ai giudici, le telecamere, l'attesa del tuo turno, l'emozione; insomma si crea molta tensione.  La chiave è convertire quella tensione in energia positiva. Nella prima prova ci sono riuscito alla grande, nella seconda un po' meno. Essere  stato nominato il “migliore” sicuramente mi ha dato una gran carica, purtroppo nell'ultima prova sono stato poco lucido e ho commesso alcuni errori che solitamente non mi appartengono. Sono sempre stato convinto che c'è sempre qualcosa da imparare e questa ne è stata la dimostrazione. Per diventare i migliori ogni tanto bisogna anche “cadere”.

Si è parlato tanto dell’Academy soprattutto per i coach, perché Anna Pettinelli era effettivamente l’unica vera radiofonica del gruppo mentre Matteo Maffucci e Giovanni Vernia avevano meno esperienza. Cosa ne pensi nell’apporto degli ultimi due al programma? Cosa ti hanno insegnato/lasciato? Che giudici ti saresti aspettato da un talent del genere?
Non avevo idea di chi fosserò i 3 coach fino a quando non sono entrato nell'auditorium, è stata una vera sorpresa. Vedere Anna Pettinelli è stato esaltante quanto terrorizzante, dato che è nota per la sua esigenza in termini radiofonici. A tutti coloro che hanno criticato la scelta dei coach Maffucci e Vernia voglio dire che sono stati grandiosi, dei veri Coach a tutti gli effetti; ci hanno messo il cuore e la passione di chi davvero sta cercando di trasmetterti qualcosa. Hanno esperienza, cultura e una profonda conoscenza delle materie di cui si occupavano, rispettivamente musica e intrattenimento. Vi racconto brevemente due momenti speciali insieme a loro secondo me molto significativi. Il primo con il Coach Maffucci: ci stavamo preparando per la seconda prova ad eliminazione, lui non era obbligato, ma è voluto rimanere con noi fino a sera tardi per riuscire ad ascoltarci tutti e prepararci al meglio. Il secondo con il Coach Vernia: spesso pranzavamo insieme, durante uno di questi pranzi ci ha raccontato, così come si racconta ad un amico, la sua storia professionale e personale, è stato illuminante e di ispirazione oltre a farmi morire dal ridere.

Come sei entrato in contatto con il mondo della radio? Quali sono i tuoi progetti futuri dopo questa esperienza?
Io amo comunicare e sono sempre alla ricerca di nuove modi di trasmettere emozioni e sensazioni. La radio mi permette di fare tutto questo e di essere a stretto contatto con la musica che è parte fondamentale della mia vita. Ho sempre desiderato fare radio, mi permette di esprimere la mia creatività inventando format o rubriche e cercando di divertire chi mi ascolta. Ho lavorato per due stagioni a Radio Maliboom boom, famosa web radio di Milano dove trasmettevamo dietro una vetrina in centro città. E' stato un vero laboratorio creativo per me. Attualmente invece faccio il presentatore di eventi per Radio Number One, celebre emittente del Nord Italia. Inoltre mi occupo di videomaking e documentari, mi diverto a raccontare storie attraverso  i miei video che fortunatamente stanno riscuotendo successo sul web. Se siete curiosi potete trovare tutti i miei progetti e continuare a seguirmi  su www.aboutGG.com e sulla mia pagina Facebook  https://www.facebook.com/aboutgianlucagazzoli.

Io credo fortemente che tutte le cose accadono per un motivo. C'è un motivo se sono entrato in RDS Academy e c'è un motivo se sono uscito in quel momento, ora non mi resta che scoprire quale proseguendo la mia strada.

Conosci Radiospeaker.it? Cosa ne pensi? Consiglieresti ai nostri lettori di provare a partecipare alla nuova edizione di Rds Academy se ci sarà? Perché?
Conosco Radiospeaker ed è un vero punto di riferimento per tutti gli appassionati di questo affascinante, pazzo e magico mondo della radio. Inoltre è soprattutto un riferimento per chi come me ha sempre sognato di fare un esperienza come quella di RDS Academy. Quindi se mi date la responsabilità di consigliare qualcosa ai vostri lettori, non posso che dire “Ragazzi PROVATECI ASSOLUTAMENTE!”.  Non ci sono raccomandazioni, non ci sono preferenze, non c'è nulla di già scritto in questo show, bisogna solo provarci e credere in se stessi.
“Se vuoi, puoi”, è il mio motto. Alla prossima!

 

Intervista a cura di Nicola Zaltieri