Regole per fare una Radiocronaca Sportiva di Basket

Conduzione Radiofonica

Regole per fare una Radiocronaca Sportiva di Basket

Di recente ho l'avuto l'opportunità di spiegare, grazie a Radiospeaker.it, in che modo uno sport importante come la pallacanestro venga seguito, e anche mantenuto in vita dal punto di vista mediatico, dalle radio locali.

Vi basti sapere infatti che in tutto il panorama nazionale solo due radio dedicano spazio al basket, con due programmi alla settimana, uno dei quali segue le dirette delle gare a partire, e non è uno scherzo, dalle 19.10, quando le partite iniziano alle 18.15. Questa informazione è sufficiente a dimostrare che, senza le radio locali, in Italia ci troveremmo in una situazione assurda, con il secondo sport nazionale praticamente non seguito da nessuna struttura mediatica di rilievo.

Ma critiche e lamentele a parte, coglievo quest'altra opportunità per esporvi un piccolo schema, utile ad evitare gli errori più correnti in cui ci si può imbattere nel commentare una partita di basket. Una scaletta di punti fondamentali da seguire durante la cronaca di uno sport molto diverso dagli altri, ricordando innanzitutto che in radio si può soltanto ascoltare e non vedere.

CONSIGLIO 1: CREARE NELLA MENTE DELL'ASCOLTATORE L'IMMAGINE DI CIO' CHE STA ACCADENDO

Sarà anche banale, ma non è così semplice perché il basket è uno sport estremamente rapido con continui ribaltamenti di azioni offensive e difensive. Proprio per questo motivo non possiamo pensare di poter descrivere alla perfezione quello che sta succedendo, perché, se anche lo facessimo, a gara finita staremmo ancora parlando del primo tempo. Per commentare una partita di pallacanestro bisogna quindi essere svelti di parola, e soprattutto conoscere bene lo sport. Perché mai come nel basket, conoscere l'esatta terminologia cestistica spiega perfettamente a chi ascolta lo svolgersi delle azioni di gioco.

CONSIGLIO 2: EVITARE DI CORREGERSI TROPPE VOLTE QUANDO SI SBAGLIA LA DESCRIZIONE DI UN'AZIONE

Può capitare, ad esempio, di confondere il nome del giocatore in possesso di palla, ma dato che durante un'azione il pallone passa tra le mani di ciascun componente della squadra , non è il caso ogni volta di scusarsi, interrompersi, e riprendere a descrivere quello che sta succedendo. Un errore simile blocca il flusso della radiocronaca, distraendo l'ascoltatore che si potrebbe sicuramente perdere non avendo l'aiuto delle immagini.

Se dobbiamo correggerci, lo possiamo fare durante le pause dovute a infrazioni o timeout, e comunque solo per comunicare il numero di falli commessi da un giocatore o l'esatto bottino personale di punti.
Ri-descrivere un'azione, a meno che non sia decisamente importante, perché molto spettacolare o se rispecchi un momento chiave della partita, è inutile. Nei momenti morti è molto più importante spiegare le statistiche dell'incontro, i rimbalzi, le palle perse e recuperate, perché ascoltando non si riesce tanto facilmente a cogliere questi aspetti.

CONSIGLIO 3: RICORDARE SPESSO A CHI ASCOLTA IL PUNTEGGIO E IL TEMPO DI GIOCO

Bisogna sempre ricordare questi due aspetti, ogni azione che si conclude con un canestro deve essere legata all'aggiornamento del punteggio, e il tempo di gioco deve essere ricordato almeno ogni minuto. Il basket è uno sport giocato sui decimi di secondo, e in questo caso è meglio “annoiare” l'ascoltare ricordando più volte il tempo, piuttosto che farlo innervosire perché non lo si ricorda di frequente.

CONSIGLIO 4: RICORDARE I QUINTETTI PRESENTI IN CAMPO

Nella pallacanestro le sostituzioni sono rapide ed è fondamentale conoscere con esattezza i dieci atleti sul parquet. Attenzione però, non commettete l'errore di ripetere come un disco incantato ogni minuto i giocatori, bensì ricordateli quando ci sono dei cambi, con semplici frasi del tipo “A prende il posto di B andando quindi ad affiancare C, D ed E”.

CONSIGLIO 5: CONTROLLARE LA PROPRIA EMOTIVITA'

Trattandosi come detto di radio locali, i commentatori sono sicuramente anche sostenitori e si potrebbe “esagerare” con il tifo rischiando di perdere la calma durante la gara.
Nessuno pretende un occhio altamente oggettivo con un commento piatto, ma lasciare che il cuore prenda il sopravvento porterebbe sicuramente ad una pessima radiocronaca, dimenticando tutto quanto scritto finora. Cercate di essere chiari, non bloccatevi da soli con frasi complicate per esprimere semplici concetti.

Ho iniziato quasi per caso a fare radiocronache sportive e mi è piaciuto sin da subito; l'unico modo per imparare e poi migliorare è fare tanta esperienza, oltre che avere una grande passione per questo meraviglioso sport che, in Italia, a parere mio, è troppo poco considerato.

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Insegnante di MILANO: Gianluca Prudenti: telecronista di Mediaset Premium e Responsabile del gruppo telecronisti di Infront. Dopo le prime esperienze con Radio Italia Nework e Radio 24, scrive per Il Giorno di cronaca e sport. Dal 2009 è uno dei telecronisti di Mediaset premium.

Insegnante di ROMA: Marco Piccari: Telecronista e redattore  di Mediaset Sport, Giornalista pubblicista dal 2002. In passato radiocronista delle partite di Roma e Lazio, ha seguito il Mondiale Superbike nel 2008 e ha curato la realizzazione di numerose collane di DvD allegate alla Gazzetta dello Sport e al Corriere dello Sport, come "Campionato Io ti amo" e "Tributo alla SBK". Autore de “I grandi miti del ciclismo” per Rai Sport, partecipa a numerose trasmissioni come opinionista sportivo.

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