Intervista a Renee La Bulgara di M2O

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Intervista a Renee La Bulgara di M2O

Radiospeaker.it  viaggia sulle frequenze della “musica allo stato puro” di M2O ed incontra una delle voci del “Party” serale in onda sull’emittente del “Gruppo L’Espresso”, dal lunedì al venerdì a partire dalle 20:00. In coppia con Andrea Mattei, è sempre pronta a regalarci due ore di musica con il meglio delle “hit” da ballare unite ad una conduzione frizzate e coinvolgente. Speaker, vocalist e dj: Renèe La Bulgara.

Un’intervista in cui è messa in luce la versatilità della speaker dove ben evidenti sono le caratteristiche che appartengono ai vari ruoli da lei assunti, in radio e in discoteca. A variare, infatti, a seconda del contesto in cui Renèe opera, è il tipo di conduzione. Ma alla base, come tratto ineliminabile e secondo lei, essenziale, vi è la spontaneità, unita all’utilizzo di un linguaggio semplice che possa così interessare un’ampia fetta di pubblico.

Oltre a diversi riferimenti relativi al suo percorso radiofonico, compresa la grande esperienza, tuttora in corso, ad M2O, Renèe rivolge un  utile ed umile suggerimento ai tanti giovani desiderosi di intraprendere la carriera da dj.

Ma quanto conta la personalità in uno speaker radiofonico?

Ecco la risposta, nelle parole dell’energica e grintosa Renèe La Bulgara!

Ci descrivi cosa succede ogni sera sulle frequenze di M2O, nel corso del “Party” rigorosamente “allo stato puro”?
Ci divertiamo tantissimo. Per me il “Party” di M2O rappresenta il momento di relax che mi merito a fine giornata, dopo i tanti impegni familiari che appartengono inevitabilmente alla mia quotidianità. Credo sia fantastico potersi divertire, lavorando, con la volontà di regalare  emozioni piacevoli a tutti coloro che desiderano ascoltare  buona musica e “staccare la spina” da una realtà spesso stressante.

ASCOLTA L'AUDIO DELL'INTERVISTA A RENEE LA BULGARA

Ma come è cominciata la tua grande avventura ad M2O?
Quando sono arrivata a Milano, giovanissima, ho cominciato a lavorare a Radio Deejay, dove collaboravo, seppur in minima parte, al “Deejay Time”. Intanto il progetto M2O stava nascendo, Dj Provenzano mi propose di collaborare alla nuova radio.  Accettai con grande gioia, anche perché credevo molto in questa nuova realtà che stava  man mano prendendo forma. Un’avventura, quindi, cominciata un po’ di anni fa e che spero possa avere una prosecuzione, considerando anche l’amore che nutro per il lavoro di dj.

Per quanto riguarda la musica “da ballare” proposta in FM, a quale genere ti senti maggiormente legata, sulla base anche del tuo lavoro in consolle?
Sulla musica ho una personalità doppia. Durante le serate propongo il genere strettamente “commerciale”, che sta andando benissimo. In FM, invece, in particolare nel programma condotto con Chiara Robiony, in onda il sabato su M2O, a partire dalle 20, dal titolo “G.D.C. Back to Back”,   vi è proprio un’esplorazione della  musica “house”, miscelata in tutte le sue forme. In ogni caso, adoro la musica in generale. Ascolto dal genere lirico all’ “hardcore”.

Qual è l’elemento, se c’è,  che differenzia la tua conduzione radiofonica dal lavoro come vocalist in discoteca?
Non c’è grande differenza. In entrambi i casi, cerco di essere sempre spontanea. Penso che il linguaggio comune sia quello vincente, in grado di raggiungere un’ampia fetta di ascoltatori. In radio sicuramente non faccio i vari “cantati” sui dischi, cosa che invece in discoteca sono solita fare e mi piace particolarmente. In questo modo si crea una bella atmosfera oltre ad un’interazione diretta con il pubblico presente. La radio per me è fatta per parlare e/o condividere la vita di tutti i giorni con le persone all’ascolto. Ma, indipendentemente dal contesto, credo che sia  importante divertirsi.

In uno speaker quanto pensi possa risultare fondamentale la personalità?
Dipende dallo speaker e dal tipo di radio in cui si lavora. Ad M2O la personalità conta moltissimo, a dispetto magari di un linguaggio troppo “pulito”. Infatti, da noi ogni speaker ha delle caratteristiche ben precise con un timbro adatto alla propria conduzione. Ogni conduttore, sulla base della sua personalità, riesce a distinguersi, rendendosi riconoscibile, tanto da  funzionare all’interno di un determinato format.

Un consiglio ai tanti giovani che decidono di intraprendere la carriera da Dj.
Sicuramente bisogna cominciare dal basso. Personalmente ho iniziato in una radio provinciale dove creavo  dei jingles. Poi ho continuato in altre emittenti regionali, prima di  approdare, per una serie di coincidenze fortunate, a Radio Deejay. Ma, in ogni caso,  intraprendere questa strada significa farlo con serietà, costanza ed impegno, magari avendo una vena critica che possa far migliorare lungo il percorso. Come tutti gli altri lavori, anche questo non è facile. Bisogna essere sempre al “top”,  anche quando la giornata non è delle migliori.

Cosa ne pensi di Radiospeaker.it?
E’ una bellissima idea. Siete cresciuti tanto e sono convinta che non smetterete di migliorarvi.

Intervista a cura di Maurizio Schettino