Renzo Di Falco: da Dimensione Suono Roma a RDS

Interviste

Renzo Di Falco: da Dimensione Suono Roma a RDS

Oggi Radiospeaker.it incontra Renzo Di Falco, voce storica di Dimensione Suono Roma, dal 2004 ad oggi ha condotto varie fasce orarie e ultimamente era in onda nel prime time mattutino. Da qualche giorno possiamo ascoltarlo su RDS durante le ore notturne del weekend, un salto di qualità inevitabile per un professionsita come Renzo. Lo abbiamo intervistato per voi:

Sono passati 7 anni dal tuo ingresso a Dimensione Suono Roma, ora sei a RDS...questa è la dimostrazione che la speranza è l'ultima a morire?
Non credo esista un tempo giusto o stabilito per fare un grande salto! Ci sono in ballo tante variabili: puoi essere l'uomo giusto al momento giusto e avere la possibilità molto presto oppure puoi impiegarci di più, mesi o anni. L'importante secondo me è non perdere mai di vista l'obiettivo, mantenere viva la passione, e sentirsi comunque felici e soddisfatti per quello che si fa, sia che si parli a 50 persone, che a 500, 5000, 50000, 500000 o 5 milioni! L'ho detti tutti i multipli?

Quanto ti è servita l'esperienza di Dimensione Suono Roma per la conduzione su RDS? 
L'esperienza a Dimensione Suono Roma è stata importantissima, direi essenziale. E' una radio tecnica, che insegna e abitua alla sintesi, è una palestra continua e quotidiana che da un'ottima preparazione. Poter entrare nel 2004 con la prima edizione di Speaker Factory mi ha dato la possibilità di lavorare in un gruppo solido e affermato e mi ha fatto conoscere tanti meccanismi e tante professionalità con cui probabilmente in altri ambienti non sarei mai venuto a contatto. E poi affettivamente per me Dimensione Suono Roma è come una famiglia molto affiatata. Anche se ad RDS ho trovato da subito lo stesso clima e un'ottima accoglienza! La ascolto da ragazzino e questo ha influenzato buona parte della mia formazione: trovo che non ci sia radio con una confezione migliore, sotto tutti i punti di vista. Approdarci e poter trasmettere mi è sembrato quindi immediatamente naturale, perchè in fondo era quello che ho sempre desiderato.

Se ora ti arrivasse la proposta da una "Radio di Programmi", non di Flusso, che tipo di programma vorresti condurre?
Dovendo cambiare completamente genere, non ti nascondo che mi piacerebbe molto Radio24: "Melog" di Gianluca Nicoletti, "Non ci sono più le mezze stagioni" di Roberta Giordano e "La Zanzara" sono tra i miei programmi preferiti, in cui riflessione, approfondimento, dibattito e taglio giornalistico sono ben miscelati con l'ironia. Ecco, in un'altra vita mi candiderei come spalla di Cruciani al posto di Parenzo, in fondo anche parte del nome è simile.

Dal prime time mattutino alle notti nei weekend di RDS come cambia lo stile di conduzione radiofonica?
Potrei dirti su due piedi che non cambia, perchè in linea di massima cerco di essere sempre me stesso. Però sono due orari oggettivamente differenti. Per anni ho parlato a persone immerse nel traffico e nella frenesia del mattino o prese dal lavoro in ufficio, e ho cercato di farlo creando quell'evasione e quel brio che notizie piacevoli e di tendenza riescono a regalare. Di notte c'è un'introspezione maggiore, un rapporto con la radio più intimo: mi sembra che gli ascoltatori che partecipano siano spontanei e sinceri: mandano un sms o scrivono alla radio perchè vogliono farlo, vogliono aprirsi e comunicare.

Cosa ne pensi di Radiospeaker.it?
Lo conosco e l'ho sempre letto: è uno dei siti su cui mi aggiorno periodicamente per scoprire le ultime novità del mondo radiofonico. Mi piace, è ben fatto e completo e capisco che dietro c'è un grande impegno: confesso anche che spesso mi piacerebbe commentare ma poi finisco per farmi prendere dalla pigrizia. Devo recuperare, lo so :)

Intervista a cura di Giorgio d'Ecclesia