RTL 102.5: l'addio di Roberto Uggeri

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RTL 102.5: l'addio di Roberto Uggeri

Una notizia che siamo convinti farà dispiacere non solo i tanti ascoltatori che da anni lo hanno seguito sulle frequenze della  “radiovisione” italiana, ma anche gli addetti ai lavori che hanno saputo  cogliere, così come ha fatto il grande pubblico, l’eleganza e la  professionalità insita nella sua conduzione, quella del “Gatto”, alias  Roberto Uggeri.

Basta consultare il sito del network per accorgersi della sua assenza tra i  programmi e le voci del palinsesto, a pochi giorni dall’inizio della nuova stagione, in cui a ritornare in onda, sono proprio quegli speaker reduci  da un’estate dove non sono mancate le dirette esterne,  trasmesse da alcune delle località più belle della penisola.

Ma a quanto pare qualcuno manca. Raggiunto al telefono dalla nostra redazione, è lo stesso speaker a dichiarare, senza mezzi termini, di aver rassegnato le dimissioni:

“Come ciascuno può immaginare non si è trattato di una decisione facile, specialmente di questi tempi, o presa a cuor leggero. Ho una storia professionale che mette insieme trent'anni da lavoratore dipendente, non solo in ambito radiofonico; i primi cinque, infatti, li ho passati in fabbrica e in laboratorio analisi. Gli ultimi quindici li ho trascorsi a RTL 102.5. Ho ricoperto tutti i ruoli possibili: giornalista, corrispondente in esterna, conduttore, caratterista, voce fuori campo, fonico e forse, qualcosa la dimentico. Succede a tutti quelli che amano profondamente il loro mestiere: niente pesa mai quando lo si fa con gioia. Questo è proprio il motivo che mi ha condotto a una scelta meditata da una intera stagione: alla soglia dei 49 anni sentivo di aver dato tutto con "quella maglia". Non sarebbe stato intellettualmente onesto restare.”

Una scelta, come traspare dalle sue parole, difficile e sicuramente sofferta per chi, come lui, è riuscito a tramutare la passione per il mezzo, in un lavoro che gli ha permesso di adempiere a vari ruoli, all’interno di un contesto abbastanza ambito.

Senza dilungarsi maggiormente, solleva già i suoi propositi per i prossimi mesi:

Non so se farò ancora radio in futuro. Non sono così sciocco e presuntuoso da pensare che si tratti di una gran perdita. Lo scrivo solo perché mi sento, stupidamente, in questo momento, come se avessi rinunciato a una "parte di me". Al netto delle mie umane fragilità che confesso, va anche precisato che, per tornare a farla, bisognerà anche vedere se arriveranno proposte in tal senso, cosa niente affatto scontata. Di sicuro non nell'immediato. Sento, più che altro, il desiderio di dedicarmi alla formazione dei giovani. Sempre che ne sia all'altezza."

Lavorare in uno staff, come quello radiofonico, significa vivere tutti i problemi e conoscere ogni piccola sfumatura di un collega  o di un dirigente, confrontarsi con questi ultimi, ai fini di una crescita reciproca.

E proprio ai suoi amici/colleghi Roberto rivolge un sentito “grazie”:

“Ringrazio di cuore tutti i colleghi, conduttori e fonici, con i quali ho vissuto momenti che resteranno sempre nel mio animo. Specialmente ringrazio il direttore di produzione, Angelo Baiguini, con il quale ho collaborato a stretto contatto negli ultimi otto anni; non ci siamo mai parlati molto, ma tra professionisti che si riconoscono simili e si stimano, bastano pochi sguardi per intendersi. Infine, la mia riconoscenza va all'Editore, Lorenzo Suraci, che, più di ogni altro, mi ha dato fiducia e occasione per affermarmi. Senza di lui, non solo non avrei la relativa serenità che mi permette di fare questo passo, ma neppure oggi sarei qui a scrivervi. Ci siamo dati reciprocamente molto. Credo tutto quel che potevamo.  La sua stretta di mano e l'attestazione di stima, oggi, nel mio ultimo giorno in quegli studi, valgono più di ogni altro dettaglio.”

Grande merito, quindi, da parte sua, a tutti, con i quali si è instaurato nel corso del tempo un rapporto di forte collaborazione e solida stima. In chiusura, sereno e ben convinto della decisione intrapresa, Roberto esprime la volontà di rimettersi in gioco e saluta così noi di Radiospeaker.it:

“Fuor di retorica, chiudo una pagina di vita, probabilmente impareggiabile e torno, a casa, nella provincia da dove ero partito, a riordinare le idee e a ricominciare da me. Grazie a Voi di Radiospeaker per avermi contattato. Un affettuoso saluti ai lettori di questo spazio dedicato alla radiofonia italiana e a Tutti gli ascoltatori che mi hanno seguito in questi anni. Sinceramente non pensavo che qualcuno potesse interessarsi a me e alla mia decisione, sofferta, di lasciare la radio per la quale ho trasmesso a lungo.”

Da parte nostra, i più sentiti complimenti a Roberto per la sua brillante carriera, con l’augurio di poterlo riascoltare presto, con il suo stile inconfondibile, quello dell’inimitabile “Gatto”!

Articolo di Maurizio Schettino