Savino Zaba di Radio 2: l'Intervista per Radiospeaker.it

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Savino Zaba di Radio 2: l'Intervista per Radiospeaker.it

Radiospeaker.it  si intrufola nel  palinsesto di Radio2, analizzando il fine settimana dell’emittente targata Rai ed incontra il conduttore di “Ottovolante”, format in onda il sabato e la domenica dalle 18 alle 19 e 30: Savino Zaba. Un vero e proprio “cabaret radiofonico” quello da lui condotto, cosi come afferma lo speaker nel corso dell’intervista.

Un percorso radiofonico che ha visto Zaba trasmettere anche importanti network come RTL 102.5 e Radio Capital e ciò lo deve, in particolare, alla sua voce che, a soli 15 anni, ha catalizzato l’attenzione di esperti del settore.

Ed è proprio sulla scia di questa sua personale esperienza, che il conduttore ci racconta un particolare episodio in cui fu lui stesso a proporre una giovane e promettente speaker, la quale ebbe così la possibilità di trasmettere in una grande emittente.

Sulla base  della sua decennale conduzione di “Ottovolante” oltre che per il suo costante impegno anche in Tv, a Savino Zaba  recentemente è stato assegnato il prestigioso premio “Personalità Europea 2013”. Un riconoscimento importante che conferma maggiormente le sue qualità professionali, frutto di una massiccia esperienza.

Ma, Savino Zaba, cosa non sopporta degli speaker nazionali? Ecco la sua risposta, nella nostra imperdibile intervista!

Come definiresti il tuo percorso radiofonico, sinora condotto?
Ho cominciato a 15 anni in una piccola radio di Cerignola, paese in cui sono nato, fu una sorta di scommessa. Infatti partecipai ad un quiz radiofonico e  la mia giovanissima voce catalizzò l’attenzione dei conduttori in onda, i quali mi invitarono a trasmettere in un’emittente e da lì è partito tutto, fino ad arrivare alla conduzione in importanti newtork come RDS, Rtl 102.5, Capital e Radio 2, in quest’ultima ormai da una decina di anni, la “colonna sonora” della mia vita.

ASCOLTA L'INTERVISTA A SAVINO ZABA DI RADIO 2 RAI

 

Ti piace la fascia oraria di conduzione che attualmente occupi  o preferiresti trasmettere in altri momenti della giornata?
E’ ottima. Negli ultimi anni ho sofferto un po’ la sveglia all’alba data anche la mia conduzione in tv. Inoltre ho sempre amato il “drive time”.

Tre parole per promuovere e quindi stimolare gli ascoltatori  a seguire “ottovolante” in onda su Radio Rai 2? 
“Ottovolante” è un programma originale,  un mix di musica e comicità in cui la satira risulta essere godibile pur senza il supporto delle immagini, come invece avviene in televisione. La scommessa è quella di dare risalto a personaggi che godono di un forte lavoro di scrittura e che non necessitano di mimica o altro. Il risultato è abbastanza soddisfacente.

C’è qualcosa che non sopporti, da punto di vista della conduzione, negli speaker nazionali?
Cercare di essere il meno banale possibile, un aspetto che tra l’altro potrebbe riguardare anche me stesso. “Ottovolante” fortunatamente mi da la possibilità di spaziare; infatti, oltre alla comicità dei protagonisti presenti nel programma,  parlo di musica, tratto notizie curiose e  rivolgo interviste ai comici. “Ottovolante” è un  programma completo, essendo anche un “live show”. In verità, se fosse possibile non vorrei ritornare a trasmettere in una radio “di flusso”.

Ascoltando una giovane e nuova voce, qual è la prima cosa che ti colpisce tanto da spingerti a credere nelle potenzialità di uno speaker “in erba”?
Indubbiamente bisogna avere una buona voce,  originale ed anche leggermente riconoscibile. In un giovane speaker, riconosco subito il tempo, musicale, a cui è legato inevitabilmente il mezzo radiofonico, quei secondi che, ad esempio, contraddistinguono l’annuncio e il disannuncio di un disco. Insomma, la musicalità è fondamentale, così come i contenuti  e il linguaggio con il quale vengono proposti.

A proposito di giovani voci,  nel panorama radiofonico attuale, c’è  uno speaker che ti colpisce particolarmente?
C’è Carlo Pastore o Alessandro Cattelan. Molte radio private, tra l’altro, hanno nel loro staff speaker promettenti che in futuro ascolteremo in emittenti più grandi. A me, ad esempio, è capitato in passato di ascoltare una speaker molto brava, che decisi di contattare e  successivamente  proporre al direttore artistico; da quel provino la ragazza ha cominciato a trasmettere ad un livello superiore.

Cosa ne pensi Radiospeaker.it?
Evviva la radio! Continuate a promuovere questo mezzo meraviglioso, in cui c’è ancora la possibilità di sperimentare. Nonostante l’influenza che ultimamente sta subendo da parte degli altri media, la radio gode sempre di quel fascino unico.

Intervista a cura di Maurizio Schettino