Radiospeaker.it incontra Simone Maggio di Radio Italia

Interviste

Radiospeaker.it incontra Simone Maggio di Radio Italia

Radiospeaker.it incontra uno dei conduttori del fine settimana di Radio Italia, solo musica italiana: Simone Maggio. Reduce dal recente ingresso presso l’emittente, Simone è “on air” il sabato e la domenica dalle 15,00 alle 17,00 con Francesca Amendola.

Un modo per “accompagnare”, in maniera leggera e allegra, gli ascoltatori nei pomeriggi rilassati del week-end all’insegna della grande musica italiana. Dalle parole di Simone traspare la soddisfazione provata in seguito all’ingresso nell’emittente di Volanti e nessun rimpianto rispetto alle sue esperienze radiofoniche passate.

Nel corso dell’intervista lo speaker esprime, con piena sincerità, il proprio parere in merito anche alla “chiusura”, forse indifferenza, che attualmente hanno molti network rispetto ad un possibile reclutamento di giovani speaker. A tal proposito e considerando anche il ruolo di docente che svolge per Radiospeaker.it,  Simone rivela utili suggerimenti per coloro che ambiscono ad un successo professionale magari proprio in un’emittente nazionale.

Ma, per Simone Maggio, cosa è ingiusto nell’attuale sistema radiofonico? Scopritelo nella nostra intervista!

1) Qual è stata la tua prima impressione subito dopo l’ingresso a Radio Italia?
L’impressione,confermata poi nei successivi mesi, è stata di una radio molto solida, ben diretta e con un target abbastanza identificato, in cui c’è un clima molto sereno ed operativo.

2) Descrivici il format da te condotto con Francesca Amendola nel fine settimana di Radio Italia.
Con il nostro programma cerchiamo di “accompagnare” gli ascoltatori nel corso del week-end, momento in cui l’attenzione delle persone è solitamente rivolta ai propri cari o agli hobby che prediligono, ed è per questo motivo che il format è composto da contenuti leggeri, legati a curiosità o notizie di vario genere, intervallate dal meglio della musica italiana.

3) C’è qualcosa che rimpiangi del tuo passato radiofonico?
No assolutamente. Tutto è avvenuto perché ci sono state occasioni o opportunità particolari che mi hanno fatto raggiungere posizioni lavorative in determinati contesti. Nulla da rimpiangere.

4) In particolare, c’è qualche momento del tuo iter professionale che ricordi con grande piacere?
Senza alcun dubbio e  nonostante le inevitabili incomprensioni che vi possono essere anche in un contesto lavorativo del genere, tutte le opportunità e le esperienze radiofoniche che hanno contraddistinto il mio percorso radiofonico mi hanno trasmesso utili insegnamenti in vista di nuove e possibili occasioni.

5) Credi che oggi ci sia troppa imitazione tra le emittenti nei contenuti proposti?
Credo che la grande sfida, per il futuro della radio, riguardi la capacità del mezzo stesso e quindi degli speaker, di saper raccontare i contenuti proposti, anche perché ormai la musica è facilmente reperibile cosi come anche le notizie, fruibili semplicemente con uno smartphone di ultima generazione.

6) Qual è secondo te l’approccio al microfono ideale per ottenere un successo professionale?
Secondo me, la capacità di un bravo speaker risiede nella spontaneità, ovviamente senza dimenticare l’importanza della tecnica, della dizione e la conoscenza musicale, il tutto unito ad una corretta e sapiente articolazione delle argomentazioni e/o idee proposte.

7) C’è qualcosa,  in particolare, che non ritieni giusto nel sistema radiofonico attuale?
Forse, nell’attuale e difficile momento economico, si sta perdendo, da parte degli editori, la volontà di osare che potrebbe portare ad un’innovazione nel comparto artistico di un’emittente.

8) Cosa ne pensi di Radiospeaker.it ?
Al di là del mio piacevole coinvolgimento, in veste di docente per  Radiospeaker.it, credo che il portale sia un punto di riferimento importante per chi vuol conoscere in maniera professionale il sistema radiofonico “in toto”.

Articolo a cura di Maurizio Schettino