Spagna: è lotta tra Radio e Lega Calcio (Lfp)

Radio News

Spagna: è lotta tra Radio e Lega Calcio (Lfp)

Sono settimane non proprio felici per il calcio spagnolo. Dopo lo sciopero dei calciatori che ha rinviato a data destinarsi la prima giornata di campionato, scoppia il caso diritti sportivi radiofonici tra le emittenti spagnole e Lega Calcio.

Cosa è accaduto?
Da quest’anno la Lfp (Ligue de Football Professionnel) ha chiesto alle emittenti radiofoniche spagnole il pagamento di un canone per tutte le partite della prima e della seconda divisione. Il costo dei diritti radiofonici varia tra i due e i tre milioni di euro per emittente, a seconda dei servizi concessi (radiocronache in diretta, interviste in zona mista, interviste in esclusiva), per un totale di 15 milioni di euro circa.

Le posizioni
La posizione della Lega è intransigente. Si deve pagare il canone altrimenti sarà vietato l’ingresso nelle tribune stampa degli stadi. Questo pensiero si è ulteriormente rafforzato dal comportamento, ritenuto scorretto dalla Lfp, dei report radiofonici che nel corso della seconda giornata di campionato (27 e 28 agosto) hanno aggirato il divieto usando cellulare dagli spalti e raccontando in diretta la partita. Perciò la Lega ha minacciato di fare causa a quelle emittenti che hanno fatto le radiocronache in questo modo. Dall’altro lato le emittenti radiofoniche, che a loro volta hanno minacciato azioni legali dopo che è stato impedito ai report di entrare nella tribuna stampa, difendono la loro posizione sostenendo, tramite il direttore della Radio Nazionale Spagnola (RNE) Moreno Benigno: a) l’art. 19 della legge sugli audiovisivi del 2010 è applicabile ai mezzi di comunicazione audiovisivi in ​​condizioni di vendita di diritti esclusivi; b) non ha senso pagare i diritti perché stiamo esercitando il diritto d’informazione.

La storia
La situazione dei diritti radiofonici per il calcio non è stata mai considerata in Spagna prima di questa stagione. La consuetudine di non pagare il canone per le emittenti radiofoniche era ormai una legge non scritta ma consolidatasi nel panorama sportivo nazionale spagnolo. La Lega, conscia del fatto che il calcio è denaro, cosa non pensabile agli albori di questo sport, vuole che anche le radio diano il loro contributo.

I Club
Le squadre di calcio in tutto questo hanno atteggiamenti diversi. Con poche eccezioni, i club hanno iniziato ad attuare le nuove regole approvate dal LFP in materia di accesso allo stadio per gli operatori radiofonici. Il Valencia ha offerto biglietti omaggio per i giornalisti, ma solo per guardare la partita e di riferire, non per il broadcast. In cambio è stato chiesto di firmare un documento in cui si assume la responsabilità di non trasmettere in diretta. Solo un accordo. In molti hanno scelto di comprare un biglietto e di operare in modo diverso. Altri club, come Saragozza e Siviglia, hanno annunciato che consentirà ai giornalisti l’ingresso allo stadio e permetterà loro di trasmettere la partita.

Oggi
All’orizzonte non sembra intravedersi alcuna soluzione pacifica della contesa. Le emittenti radiofoniche hanno concordato una posizione comune (meditare su possibili azioni legali) contro la Lega che ha impedito ai cronisti di accedere agli stadi l’ultimo week end di agosto. Dal canto suo la Lfp pensa di rivolgersi al tribunale, citando in giudizio le stazioni radio per l’utilizzo d’immagini da programmi televisivi senza averne il diritto. Le parti non sono disposte a negoziare ed è molto probabile che gli operatori continueranno a ripetere il gioco fatto nella seconda giornata. Almeno fino a quando il giudice non ordinerà di fermarsi.

Articolo a cura di Giuseppe Opromolla