Speaker Radiofonici Testimonial negli Spot Pubblicitari

Conduzione Radiofonica

Speaker Radiofonici Testimonial negli Spot Pubblicitari

Oggi accendo la televisione e, per pura casualità o magari per uno scherzo del destino, mi imbatto nella pubblicità della Telecom con Nicola Savino che spiega le nuove tariffe e le promozioni che si possono attivare. Cambio canale e vedo il nuovo spot di Infostrada: Fiorello con Ricardo Dal Moro, il modello 26enne italo-brasiliano che lo ha sostituito, che si chiedevano chi l'azienda avesse scelto come nuovo testimonial: appare Marco Baldini.

Questa coincidenza mi ha fatto riflettere sul lavoro dello speaker radiofonico, sul fatto che probabilmente con una diretta al giorno si ha tempo per portare avanti altri progetti e altri interessi: vedi chi scrive libri, chi conduce trasmissioni televisive, chi fa serate in discoteca come dj, chi, come in questo caso, diventa testimonial di un marchio per alcuni spot pubblicitari.

Non sto qui a farmi e a farvi la domanda "è giusto che si coltivino altri interessi o bisogna concentrarsi solo sul proprio lavoro in radio?", anche se magari è un interrogativo legittimo e se qualcuno di voi ha un parere in merito mi faccia pure sapere.

Volevo spingermi un po’ più in là, guardare oltre e oggi cercavo di capire quali sono i motivi per cui un "casting director" di una pubblicità, o chi per lui, scelga di rappresentare l'immagine della propria azienda chiamando uno speaker radiofonico. Ecco, questo mi viene da chiedermi e da chiedervi: quali sono le qualità, le aspettative, il feedback da parte del pubblico che fanno preferire uno speaker radiofonico ad un qualsiasi altro "lavoratore dello spettacolo" per questo tipo di apparizioni?

Mi sono dato un paio di risposte e volevo condividerle con voi: intanto il fatto che il volto dello speaker sia immediatamente riconoscibile, sappiamo bene come l'handicap di chi lavora in radio sia quello di riuscire a collegare un viso alla propria voce e che il pubblico lo possa ricordare facilmente. Un'altra risposta che mi sembra plausibile è tentare di conquistare o raggiungere, scegliendo un certo speaker, gli ascoltatori che quotidianamente lo seguono in radio e i suoi fan più affezionati, ma allo stesso tempo questo può rivelarsi controproducente, perché si rischia di perdere quel tipo di pubblico o di possibili clienti che seguono una radio concorrente o che per antipatie personali non amano lo speaker in questione.

Però il motivo più veritiero credo sia un periodo lavorativo positivo per il personaggio: nel caso degli esempi sopracitati, Fiorello ha appena concluso il fortunato varietà ilpiùgrandespettacolodopoilweekend e comunque era già testimonial di Infostrada da un po’ di tempo, Nicola Savino al contrario sta per iniziare la sua avventura alla conduzione de l' "Isola dei famosi" su Rai2, continua il suo successo su Radio Deejay e negli ultimi anni si è mostrato a proprio agio davanti alle telecamere in alcune apparizioni televisive.

Credo che le scelte si spieghino così, anche se c'è la convinzione negli esperti di settore, che uno speaker radiofonico dia un senso di sicurezza, protezione e quasi familiarità all'ascoltatore e queste sono tutte peculiarità che fanno di una campagna pubblicitaria un'iniziativa vincente.

Queste però sono solo supposizioni mie, voi perché affidereste ad un personaggio radiofonico l'immagine del vostro marchio?

Articolo a cura di Nicola Zaltieri