Lo Speaker Radiofonico: Informazione, Improvvisazione e Interesse per l'Ascoltatore

Curiosità Radiofoniche

Lo Speaker Radiofonico: Informazione, Improvvisazione e Interesse per l'Ascoltatore

Mi piace l’immagine “fare radio nella vita”. Non significa parlare del prontuario del perfetto speaker o di come fare ad ottenere questo lavoro, per me significa che chi vuol fare questo mestiere non finisce di lavorare quando spegne il microfono o conclude il programma: uno speaker lavora sempre. Condivido l’idea che ho di questo mondo poi mi direte la vostra... 

Ritengo che le caratteristiche fondamentali per lavorare in radio e fare lo speaker, non sto parlando però di caratteristiche tecniche, siano una grande curiosità per il mondo che ci circonda, tanta voglia di vivere e il desiderio di tenersi informati. Mi spiego meglio, la spontaneità e la naturalezza sono alla base del successo di uno speaker, così come lo è riuscire a essere vicino alla vita degli ascoltatori, loro devono immedesimarsi in lui e viceversa.

Per ottenere questo risultato non si può fare altro che uscire di casa e fare radio anche nella vita di tutti i giorni. Si può fare radio al supermercato, in banca, in coda al bar, dovunque vogliate. Basta salutare le persone che incontriamo con cortesia, se nasce una conversazione sostenerla in modo interessante, capire l’umore delle persone e quali sono i loro problemi.
Si sa che i discorsi che si fanno fuori di casa sono quelli sentiti al telegiornale, letti su Internet, sono quelli che rimangono in mente alla gente e che più li preoccupano o li rallegrano.

Qui si apre il secondo punto: curiosità e informazione. Non siamo onniscienti, nessuno lo è, se sentiamo parlare di un argomento che non conosciamo o di una notizia che non abbiamo letto, sta alla nostra curiosità e alla voglia di sapere qualcosa di nuovo, trovare quello che ci serve e impararlo. Si può benissimo ascoltare un telegiornale e cambiare canale o aspettare che finisca, ma si può finire un telegiornale informandosi su quelle notizie che ignoriamo, non abbiamo capito o vogliamo approfondire. Diretto corollario della frase precedente: bisogna vedere i telegiornali, leggere i giornali.

È vero che spesso l’informazione può essere noiosa, ripetitiva, negativa, ma fidatevi che iniziare ad ascoltare con costanza un telegiornale al giorno o leggere ogni giorno un quotidiano o un giornale on-line (in questo caso però meglio il cartaceo), vi permetterà di seguire le notizie in pochissimo tempo, vi sentirete quasi coinvolti e soprattutto riuscirete a collegare i fatti dei giorni precedenti e farvi un’opinione di quello che succede.

Come raccontavo sopra, la gente parla di ciò che sente ai telegiornali, quelli sono gli argomenti più caldi e se la radio deve essere vera e stare “sul pezzo”, deve anche parlare di quello che interessa gli ascoltatori. È l’unico modo per risultare convincenti e in linea con le richieste del pubblico. Tanti conduttori di radio di personalità, cominciano il loro programma raccontando un aneddoto di poche ore prima in auto, al centro commerciale ecc, parlando di un episodio di vita vissuta, comune a tutti.

Nasce tutto da questo, dal raccontare cose vicine alla vita delle persone. Se riuscirete a vivere davvero da radiofonici per tutto il giorno, avrete buone possibilità di essere vincenti nel vostro programma. Accanto a questo, essere curiosi e informarsi sempre, quanto più possibile: l’imprevisto o il silenzio sono sempre dietro l’angolo e vanno riempiti con le vostre conoscenze, con l’improvvisazione.

Rimanere informati vi aiuta proprio in quei momenti, per non trovarvi impreparati e soprattutto vi aiuta nel confronto diretto con le persone, riuscendo a dialogare di qualsiasi argomento con prontezza. È una capacità che si costruisce nel tempo, giorno per giorno, con una grande costanza, ma che da molta sicurezza e tantissima soddisfazione, ve lo assicuro. Provare per credere!

Articolo a cura di Nicola Zaltieri