Spotify: novità discografiche in contemporanea alle radio

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Spotify: novità discografiche in contemporanea alle radio

Qualche mese fa Brian Molko, cantante dei Placebo, così come altri artisti, si era scagliato contro la famosa piattaforma musicale Spotify, accusandola di non fare nulla contro il download pirata, e di non aiutare l'industria musicale e le band emergenti. Il solo scopo di Spotify, sempre secondo Molko, sarebbe quello di voler fare soldi a scapito delle spese altrui. Non è la prima volta che Spotify viene attaccato, soprattutto da artisti che non vogliono vedere le loro canzoni girare in rete gratuitamente grazie a questa piattaforma.

Non più di un mese fa però, l'azienda svedese è tornata alla carica, con una richiesta che a molti potrebbe sembrare scioccante: chiedere alle case discografiche i singoli appena arrivano alle radio “classiche”.

Kevin Brown, responsabile europeo di Spotify per i rapporti con le etichette, ha infatti espresso la volontà di ottenere le novità discografiche in simultanea alle emittenti radiofoniche, e indipendentemente dalla loro data di pubblicazione nei negozi fisici e digitali. Una richiesta che andrebbe accontentata, sempre secondo Brown, in base alle funzioni sociali della piattaforma musicale, che permette ai fan di un artista di condividere le sue canzoni sui social network, avviando in questo modo un passaparola legato ad una particolare canzone, di cui poi parlano sia online che offline. Brown ha poi continuato dicendo che «possiamo condividere in tempo reale i dati sulla fruizione di un singolo appena uscito, fornendo “munizioni” ai team di promozione: i promoter potrebbero bussare alla porta di una stazione radio locale dicendo che gli abitanti di una determinata città vogliono sentire questo pezzo».

Certo che, in questo modo, verrebbe a crollare l'idea di programmazione musicale così come la conosciamo ora, con le radio che trasmetterebbero la musica richiesta sì dagli ascoltatori, ma basandosi solo sui dati di Spotify! E non è certo l'unica piattaforma musicale che esista, anzi...

Brown ha però anche affermato che gli utenti gratuiti di Spotify spesso acquistano i download, e se fosse possibile per l'azienda svedese avere i singoli prima dei negozi, questo garantirebbe agli artisti di scalare più rapidamente le classifiche musicali. Insomma, la richiesta fatta sembra puntare molto, più che sugli artisti, sulle loro etichette che potrebbero incrementare le vendite dei dischi.

Nel frattempo Spotify allarga le sue collaborazioni anche in Italia; il 3 ottobre infatti il cantante John Legend sarà negli studi di Radio Deejay, dove si esibirà dal vivo, e fin qui tutto normale. La vera trovata è invece una di quelle che fa alzare le antenne a tutti i fan più accaniti: due fortunati follower del cantante sulla playlist Spotify “John Legend Live@Deejay, saranno infatti selezionati, e potranno conoscere il loro idolo scambiandoci due chiacchere. John Legend sarà inoltre ospite della trasmissione Deejay Chiama Italia, mentre le tracce live dell'esibizione, ovviamente, saranno disponibili su Spotify per i prossimi mesi.

Articolo a cura di Davide Porro