Cari Amici Vicini e Lontani: l'avventurosa storia della radio raccontata da Giorgio Simonelli

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Cari Amici Vicini e Lontani: l'avventurosa storia della radio raccontata da Giorgio Simonelli

Pensare di scrivere, e vendere, l'ennesimo libro sulla storia della radio, potrà sembrare ai più una vana speranza. Ma in questo caso sono convinto che il libro in questione non può che essere un gran bel lavoro, divertente, scorrevole e soprattutto interessante. Sto parlando del volume “Cari amici vicini e lontani. L'avventurosa storia della radio”, di Giorgio Simonelli, professore, tra le altre cose, all'Università Cattolica di Milano, dove attualmente insegna Giornalismo radiofonico e televisivo, e Storia della radio e della televisione.

Non si tratta di una raccolta di date in ordine cronologico (per questo esiste Radio, edito da Le Garzantine, e stiamo parlando di 1088 pagine), bensì di una piccola opera divisa in tre sezioni, tre periodo storici fondamentali per capire e comprendere il potere della radio, ciò che ha trasformato e come si sia trasformata nel corso degli anni. Giorgio Simonelli porta con sé un grande spirito giovanile, si confronta con i suoi studenti, li rende partecipi, e ha capito più di molti altri che l'insegnamento nell'ambito della comunicazione è possibile soprattutto grazie ad esempi pratici e spesso alla portata di tutti, come i film.

Spesso durante le sue lezioni mostra I Love Radio Rock, ormai diventato un cult nonostante sia molto recente, e proprio nel suo libro le tre epoche sono rappresentate da tre lungometraggi, che raccontano la radio in quel specifico periodo storico. Si parte allora con Radio Days, film del 1987 diretto da Woody Allen, che racconta l'influenza del mezzo radiofonico sull'infanzia dello stesso regista; quindi questa prima parte vede la radio protagonista dagli anni '20 agli anni '60, quando era in un primo tempo utilizzata per scopi militari e commerciali, per poi passare ad una fruizione domestica dove le famiglie si stringevano attorno ad essa per ascoltare musica e propaganda politica.

Il secondo periodo si serve di un film già citato, I Love Radio Rock di Richard Curtis, che fotografa perfettamente la situazione radiofonica che va dagli anni '60 alla fine del XX secolo: le innovazione tecnologiche danno vita al transistor, le radio diventano portatili e strumento di ribellione giovanile, il rock n' roll esplode, le radio libere imperversano e la politica cerca di contrastarle. L'ultima parte, infine, trae spunto da Radio America, di Robert Altman, che in questo film mette in scena la storia di una piccola radio che da anni propone lo stesso show con gli stessi protagonisti, e che finisce per essere acquistata da una grossa compagnia che decide di chiudere, come si suol dire, baracca e burattini.

Ci si lega quindi agli ultimi quindici anni della radio, che se nel film di Altman è vista come uno strumento ormai in dirittura d'arrivo, nel libro di Simonelli trova invece nuova linfa grazie alle web radio e alla maggior possibilità di scelta radiofonica che portano. Si tratta di un libro tanto semplice quanto importante per capire lo spirito radiofonico da Marconi ai giorni nostri, un volume che tocca tutto ciò con cui la radio ha vissuto e continua a vivere. E il momento in cui ne potremo fare a meno è ancora parecchio lontano.

Scheda libro

Titolo: Cari amici vicini e lontani. L'avventurosa storia della radio
Autore: Giorgio Simonelli
Editore: Mondadori
Collana: Saggi
Anno di pubblicazione: 2012
Pagine: 165

Articolo a cura di Davide Porro

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