Studio Radiofonico: come scegliere i Monitor Audio

Strumentazione Radiofonica

Studio Radiofonico: come scegliere i Monitor Audio

Le casse monitor sono tra i componenti fondamentali di uno studio radiofonico ma sicuramente vi starete chiedendo: non bastano le cuffie per poter garantire all’ascoltatore un suono ottimale?

Certamente le cuffie sono importanti quanto i diffusori in una regia radiofonica hanno compiti simili ma entrambi fondamentali: le cuffie ci servono per poter mixare al meglio la voce degli speaker con la musica, le basi, i jingle e tutti gli elementi di una diretta radiofonica e quindi per poter tenere sotto controllo la situazione anche nei dettagli che probabilmente l’ascoltatore non noterebbe mai.

I diffusori in sala regia servono, oltre che a monitorare la diretta nei momenti in cui non si indossano le cuffie, anche per poter avere una percezione di ascolto più simile a come l’avrebbe un ascoltatore medio; del resto ormai la radio si ascolta in macchina, al bar, al supermercato, ma quasi mai in cuffia, quindi sempre più spesso da diffusori simili a quelli che abbiamo in sala regia. Ovviamente in pochissimi casi l’ascoltatore ascolterà la radio da casse professionali come quelle che abbiamo in studio.

Ma quali caratteristiche dovrebbe avere un diffusore adatto ad una regia radiofonica?

Iniziamo col dire che ci sono diverse scuole di pensiero a riguardo ma noi cercheremo di indirizzarvi brevemente verso la scelta più semplice, economica ma che sia anche professionale quanto basta.

Un buon impianto d’ascolto per uno studio che sia di broadcasting o di registrazione deve avere una caratteristica fondamentale: la risposta in frequenza il più lineare possibile (sulla risposta in frequenza ci sarebbe moltissimo da dire ma ci limitiamo nello spiegarvi che un diffusore con una risposta in frequenza lineare dovrebbe avere una resa simile su tutte le frequenze udibili dall’orecchio umano quindi da 20 Hz a 20 kHz); inoltre è molto importante che non si scelga il prodotto per la sua potenza perché in questi casi basta una pressione sonora media per avere un’idea della resa della trasmissione (per i dettagli come detto prima bastano le cuffie), anche perché la nostra percezione delle frequenze ad alte pressioni sonore rischia di cambiare e di non darci il reale riscontro di quello che si sentirà alla radio (a circa 85 dB spl il nostro orecchio ha la migliore resa).

Per ultimo è importante che gli ascolti per la nostra regia siano a due o, ancora meglio, a tre vie, e quindi che abbiano un woofer dedicato alle basse frequenze, un tweeter dedicato alle alte e, perché no, un  midrange per le medie, tutto questo per dare maggiore fedeltà e pienezza a ogni range di frequenze evitando che queste si “impastino”. È sconsigliabile utilizzare casse con due woofer distanti per via di probabili problemi di fase che possono crearsi: arrivando all’orecchio due frequenze identiche con tempi diversi di qualche millisecondo, potremmo percepire buchi o incrementi inesistenti su alcune frequenze che ci condizionerebbero molto (in maniera sbagliata) nel nostro lavoro.

Di monitor da studio ce ne sono tanti, in particolare la Genelec ha avuto per anni il predominio in studio di registrazione e nel broadcast con diversi modelli di casse, uno fra tutti l’8030A della serie 8000. Ma ci sono prodotti molto più economici che hanno una buona resa per uno studio radiofonico come ad esempio le Yamaha HS5 o, scendendo ancora di prezzo, le M AUDIO Bx5.

E voi che tipo di ascolti vorreste avere nel vostro studio radiofonico? Avete mai provato casse tra quelle citate?

Articolo a cura di Adriano Matteo