Zoo di 105: sviluppi positivi nella situazione legale di Alan Caligiuri

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Zoo di 105: sviluppi positivi nella situazione legale di Alan Caligiuri

Alan Caligiuri, amatissimo membro della squadra dello Zoo di 105, qualche settimana fa si è trovato al centro di una delicata questione legale: una condanna a 5 mesi di reclusione, scaturita in seguito ad uno scherzo telefonico fatto nei panni del suo personaggio Zlatan.

La notizia era stata divulgata dallo stesso conduttore, la sera dell’11 novembre quando, su Facebook, era comparso questo messaggio: "Stamattina mi chiamano i carabinieri di Seregno, mi dicono che c’è da ritirare una notifica e nella mia testa penso già a qualcun’altra querela per scherzi telefonici quindi cerco di non allarmarmi. Stasera finisco in radio e corro a ritirare questa notifica. Bene volete ridere? SONO STATO CONDANNATO A 5 MESI DI RECLUSIONE per un cazzo di scherzo radiofonico! Io vado in galera e i politici ladroni, gli assassini e i ladri no. GIUSTIZIA ITALIANA…. Por@@ d@@@! Sono triste, abbattuto e deluso. A sto punto era meglio se andavo a fare le rapine o a spaccare di legnate qualcuno. Da domani scusatemi ma non sarò più in onda perché mi metto a spacciare!".

Immediato il sostegno dei fans, degli ascoltatori e dei colleghi, primo tra tutti di Marco Mazzoli: "Ci rendiamo conto? 5 mesi di reclusione ad Alan, per uno scherzo telefonico?!? Fiorito, Schettino e tutti i veri criminali liberi?! Senza parole!".

Molto dure anche le parole di Paolo Noise: “Ora che ho finalmente chiaro ciò che è accaduto in queste ore ad Alan Caligiuri, oltre che a voler ovviamente sostenerlo e appoggiarlo in questa battaglia, voglio urlare il mio disdegno nei confronti della lurida e imbarazzante figura, che sotto le false spoglie di una persona di legge, ha approfittato delle falle di un sistema giuridico allo sbaraglio, per intascare denaro facile senza preoccuparsi realmemte delle sorti di un assistito che non ha avuto nemmeno lo scrupolo di voler conoscere prima di un processo che lo riguardava. Perché qui non si parla di punizione per uno scherzo radiofonico, ma di una condanna a seguito della contumacia. Siamo nelle mani di bestie assetate del nostro sangue”.

Noise fa riferimento all’errore burocratico che ha fatto sì che Caligiuri non ricevesse la notifica della denuncia perpetrata nei suoi riguardi, nonché all’assenza del suo avvocato d’ufficio in sede di processo.

Tantissimi sono stati anche i messaggi condivisi sui social con l’hashtag #iostoconalan lanciato dalla sorella dello speaker, che oggi, però, può finalmente tirare un sospiro di sollievo.

A distanza di più di un mese, infatti, è giunta la svolta positiva, condivisa anche stavolta tramite Facebook: “Sig. e Sig.re ho il piacere di comunicarvi che la mia situazione legale non è più definitiva, il giudice ha dato la possibilità di ricorso… Che regalo di Natale!”.

Ora non resta che aspettare la definitiva conclusione di questa vicenda e il ritorno di Alan ai microfoni della prossima stagione dell’irriverente show radiofonico.

 

Articolo a cura di Giusy Dente