Swiss Radio Day 2011: premiate Radio Fiume Ticino e l’elvetica Radio 105

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Swiss Radio Day 2011: premiate Radio Fiume Ticino e l’elvetica Radio 105

Radio Fiume Ticino e Radio 105 sono state premiate oggi a Zurigo con l’importante riconoscimento di “Radio dell’Anno 2011” nell’ambito dello Swiss Radio Day.

Le due emittenti private, infatti, hanno registrato, nell’ultimo anno, il più alto incremento di ascoltatori. Lo Swiss Radio Day rappresenta un riconoscimento che viene tributato, da quasi dieci anni (dal 2002), alle radio private che riescono ad incrementare maggiormente il loro bacino di “seguaci all’ascolto”.

Radio Fiume Ticino (nella quale lavora anche Laura Basile - ex R101 – che oggi esprime la sua soddisfazione anche sulla sua pagina Facebook) è stata insignita del prestigioso riconoscimento per la Svizzera tedesca; la giovane Radio 105 (quella di nazionalità elvetica inaugurata dalla “sorella” italiana nel 1997) è stata invece insignita del premio per la Svizzera latina. Le due radio sono, tra l’altro, accomunate dall’anno di fondazione: il 1997.

I dati diramati sono, a dir poco, impressionanti e potrebbero anche fungere da spunto di riflessione per il panorama radiofonico nostrano: Radio Fiume Ticino ha registrato una crescita del 25,68%, ad essa seguono la romanda Espace 2 (+15,28%) e Rete 3 (+9,84%); l’emittente tedescofona Radio 105 ha invece registrato un aumento del 54,5% seguita da Radio swisspop (+10,5%) e Radio 1 (+8,7%).

Ad inaugurare lo Swiss Radio Day, è stata la consigliera federale Doris Leuthard, che ha espresso opinioni assolutamente confortanti per il panorama radiofonico privato elvetico. Come possiamo leggere dalla celebre testata on-line www.swissinfo.ch, la consigliera (e ministro della comunicazione) ha espresso la sua approvazione per la liberalizzazione del mercato radiofonico, resa possibile dalla digitalizzazione, che a sua volta, porterebbe anche ad una riduzione del ruolo dello Stato, ampliando di fatto le possibilità di diffusione, che diventeranno quindi quasi illimitate.

Interessante l’ultimo passaggio del suo discorso, in cui ha sottolineato come le emittenti private devono distinguersi dal “pubblico” per il loro “spirito pionieristico”, mostrando quindi una maggiore propensione all’’innovazione, caratteristica sulla quale devono saper costruire anche il proprio futuro.

Articolo a cura di Pierpaolo Fasano