Talent radiofonici: poche vetrine per aspiranti speaker?

Curiosità Radiofoniche

Talent radiofonici: poche vetrine per aspiranti speaker?

Scrivo questo articolo dopo aver appreso da qualche giorno i nomi dei tre coach di RDS Academy tramite la pagina ufficiale Facebook dell’emittente (saranno Anna Pettinelli, Giovanni Vernia e Matteo Maffucci degli Zero Assoluto) e che i primi (forse tutti?) candidati sono stati contattati. Quanti di voi ci saranno che aspettano ancora che il telefono squilli… Sembra però che le scelte siano già state fatte. Aspettiamo aggiornamenti a breve sul programma e soprattutto vedremo come andrà e come si svolgerà.

Ho notato però che questo concorso ha risvegliato in tanti la voglia di partecipare, di mettersi in gioco e di provare a farsi notare. Riflettevo anche sul fatto che questa voglia verrebbe notevolmente amplificata se ci fossero più occasioni per mettersi in mostra. E, pensandoci bene, non ci sono. Allora utilizzo queste righe e questo spazio per una richiesta ben precisa, che non so se e a chi arriverà, ma sicuramente viene dal cuore. E magari col vostro aiuto, con le vostre proposte, potrà essere condivisa ancora di più.

Quello di RDS Academy è un tentativo sicuramente ambizioso, un talent sulla radio è molto specifico e settoriale per appassionare allo stesso modo un pubblico abituato a vedere persone che ballano, cantano, recitano o passano la loro giornata stravaccati in giardino baciandosi e nominandosi una volta a settimana in questo tipo di programmi. Una sfida che però andava provata e appoggiata. E lo dimostrano le centinaia di persone che hanno risposto all’invito inviando il proprio video e che anche nei commenti sulla pagina Facebook dell’emittente chiedono continuamente a gran voce se sono già state fatte le selezioni, quando si concluderanno ecc ecc.

Significa che c’è grande interesse, che nonostante le difficoltà e la mancanza di ricambi di cui soffrono in maniera cronica da anni le radio la fiamma non si è spenta e la passione non è cambiata. Servono però luoghi e momenti in cui sfogare questa passione, in cui far vedere che ci siamo ancora, che si, la nicchia dei radiofonici e aspiranti tali è risicata rispetto a cantanti, ballerini e attori ma è molto presente e soprattutto molto viva, con una grande forza che la sostiene.

Alla fine anche noi possiamo essere considerati artisti e allora perché non possiamo avere un talent a noi dedicato, uno spazio in cui esprimerci e far vedere le nostre capacità? RDS questo spazio ha provato a darlo, quindi grazie. Il problema è che è una delle poche ad averlo fatto, e ho paura di sapere il motivo. Infatti questo è il secondo aspetto critico: il premio.

Mi spiego meglio: andando a memoria (correggetemi se sbaglio) le uniche iniziative di questo tipo fino ad ora dedicate agli speaker sono state “Un giorno da Deejay”, due edizioni, su Radio Deejay, “Il comunicattivo” di Radio1 e “Speaker Factory” di Dimensione Suono Roma, di cui siamo stati anche partner. Non ricordo bene il premio in palio con il contest di Radio1, mi pare una co-conduzione, ma gli altri due e anche RDS Academy promettono al vincitore un’assunzione e di entrare quindi a far parte della squadra della radio. Proposta molto allettante, indubbiamente, ma che crea un problema non da poco. È lo stesso Linus, rispondendo alle decine di domande sull’eventuale riproposizione del concorso, a chiarire ogni dubbio: mi piacerebbe ma non possiamo permetterci ogni anno di prendere qualcuno, la panchina è già corta (per usare una metafora calcistica a lui tanto cara), i posti e le fasce orarie si esauriscono alla svelta e quindi, per non illudere nessuno, non lo facciamo. Più o meno questo il senso delle sue dichiarazioni. Che spesso sono state accompagnate dal desiderio forte di continuare a portare avanti l’iniziativa ma con un’altra formula, non competitiva, che fosse più vista come una gita o come la possibilità di vivere da vicino la radio dei propri sogni, e che si è concretizzata ultimamente con il venerdì del “Follow Deejay”.

La mia paura è proprio che non si voglia organizzare nulla perché implicherebbe un premio importante, un contratto o qualcosa di simile e, come sappiamo bene, al giorno d’oggi mettere qualcuno sotto contratto soprattutto in un ambiente che non ha grande bisogno di nuovi inserimenti come la radio è un problema da non sottovalutare. E penso, o meglio provo a interpretarlo, sia in linea con quello che credono tutte le altre emittenti.

Mettiamo il caso che RDS Academy vada benissimo e faccia ascolti record (glielo auguriamo), oltre a trovare un vero e proprio talento della radiofonia che fino adesso nessuno aveva ancora sentito, che vinca il programma e venga quindi messo sotto contratto. L’anno prossimo viene riproposto il format e succede la stessa cosa. Il terzo anno? Una terza assunzione comporterebbe ulteriori costi ma soprattutto fasce da coprire e programmi da affidare. Già ora il palinsesto è molto denso e gli speaker fanno quasi tutti programmi in coppia, cosa succederebbe se ne entrassero di nuovi nei prossimi anni? Dove verrebbero collocati? Che spazio occuperebbero?

E qui arriva la mia proposta, il mio urlo che cerca attenzione: organizzate altri contest che siano una vetrina, un momento in cui gli speaker si fanno sentire e si fanno conoscere, fanno sapere che esistono. Fate pure le selezioni e prendete i migliori, ma non prendetene 10 o 12, sceglietene di più e date a più persone la possibilità di far sentire la loro voce. Non promettete nulla, solo uno spazio seguito da pubblico e addetti ai lavori (inizialmente sarebbe più difficile ma con la giusta pubblicità poi potrebbe diventare un appuntamento fisso) in cui si mostrano le proprie qualità e il proprio talento.

Poi, come si dice, da cosa nasce cosa: se qualcuno sente un profilo interessante o sta cercando una persona in particolare lo può contattare o farsi contattare ma dal concorso non si deve pretendere niente più che un po’ di visibilità. Serve però una radio abbastanza importante che si riesca a sentire in varie zone d’Italia, se no il senso dell’iniziativa viene meno. Anche perché l’impegno sarebbe minimo, palinsesto rivoluzionato per qualche giorno ma meno lavoro per gli speaker, che non devono preparare i programmi per qualche puntata e possono fare da padroni di casa presentando e intervistando gli aspiranti. Attenzione mediatica massima sull’emittente per un po’ di tempo e copertura del palinsesto assicurata per qualche giorno per tutta la giornata, oltre che presentare un format totalmente innovativo regalando sogni e possibilità a chi le sta cercando. Non mi sembra così difficile. Perché nessuno ci ha ancora pensato? Anche perché siamo in tanti, quando partono questi contest vedo sempre partecipare tante persone che conosco e con cui ormai chiacchiero da tempo, significa che saremmo in tanti a rispondere!

Ora però ho bisogno anche del vostro aiuto: se condividete questa proposta, fatela girare, proponetela, pubblicatela sui vostri profili e facciamoci sentire! Perché non provare anche a preparare una specie di bozza del format? Che elementi mettereste? Come impostereste un ipotetico contest che però non implichi l’impegno delle radio a mettere per forza in palio un premio? Siete d’accordo su quest’idea? Voi partecipereste? So bene che siamo in tanti, quindi facciamoci sentire! Grazie a Internet e ai mezzi a nostra disposizione possiamo dire la nostra!

Articolo a cura di Nicola Zaltieri