Talk Radio: le voci del popolo della notte

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Talk Radio: le voci del popolo della notte

Un microfono, uno speaker notturno e una buona dose di cattiveria. Questi gli ingredienti di “Talk Radio” (1988), un film di Oliver Stone che prende spunto da “Talked to Death:The Life and Murder of Alan Berg”, il monologo teatrale scritto da Eric Bogosian ed ispirato alla vita di Alan Berg, uno spregiudicato conduttore radiofonico ebreo ucciso a Denver nel 1984 da un gruppo neonazista.Ancora una volta Stone, in qualità di acuto osservatore della società americana, punta il dito contro errori ed orrori della madrepatria.

La trama:

La storia si svolge all’interno di una stazione radio texana dove Barry Champlain- alias Alan Berg-interpretato, peraltro, dall’eclettico Eric Bogosian, conduce “Voci nella notte”, un programma radiofonico a microfono aperto che accoglie le confessioni dei suoi ascoltatori ma non esita a giudicarli. Un programma che riscuote un grande successo di pubblico perché lo speaker ebreo, che ha la stoffa del provocatore, usa il microfono per sparare a zero su moralisti, razzisti e xenofobi.

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Barry, in altre parole, si serve della radio per denunciare i soprusi di una società falsamente perbenista. Più odiato che amato, dunque, attira su di sé le smodate attenzioni di un gruppo neonazista che non vede di buon occhio la sua fede ebraica e le sue idee liberali. Eppure il programma continua ad essere seguito. Sono soprattutto i nemici del conduttore ad attaccarsi di notte alla cornetta del telefono per ascoltarlo e farsi insultare.

Nessuno vuole sentirsi dire che l’America è violenta, razzista e piena di odio ma, al tempo stesso, tutti sono ipnotizzati dalle sue parole pur non volendo raccoglierne il vero significato. Una scelta, forse, dettata dalla paura di guardarsi dentro e di dovere ammettere i propri errori. Imperdibile la scena che vede Bogosian, doppiato dall’ottimo Roberto Chevalier, iniziare un lungo monologo in cui riversa il suo disprezzo sulle persone che ha cercato di far riflettere.

Ecco uno stralcio del monologo: “Ma voi chi vi credete di essere? Siete solo audience: mi assalite come un branco di lupi affamati perché non sopportate la vostra realtà e il vostro modo di essere! Sì il mondo è veramente un posto terribile! Sì, il cancro e le immondizie vi sommergeranno! Sì, la guerra sta arrivando! Il mondo è andato al diavolo e voi siete tutti fregati! È tutto sottosopra, ma a voi sta bene così, no? Siete affascinati dai dettagli sanguinosi, siete ipnotizzati dalle vostre paure; voi godete delle alluvioni, degli incidenti stradali, delle malattie incurabili. La sofferenza altrui per voi è un piacere. È questa la mia funzione, no?”.

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È l’ultima performance di Barry che tocca picchi di ascolto altissimi. Poi, il nostro speaker esce dalla stazione radio e viene ucciso da uno squilibrato. Nel film di Stone, dunque, la radio diventa una valvola di sfogo sociale che presto si rivela autodistruttiva.

Regia: Oliver Stone
Genere: Drammatico
Soggetto: Tratto dal libro “Talked to Death:The Life and Murder of Alan berg” di Stephen Singular e dal monologo teatrale omonimo di Eric Bogosian
Sceneggiatura: Oliver Stone ed Eric Bogosian Cast: Eric Bogosian, Ellen Greene, Leslie Hope, John C. McGinley, Alec Baldwin, John Pankow, Michael Wincott, Linda Atkinson, Robert Trebor, Zach Grenier, Tony Frank.
Origine: Usa, 1988;
Durata: 110 min.

Articolo a cura di Sofia Napoletano

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