Virgin Radio, Stile Rock!

Storia della Radio

Virgin Radio, Stile Rock!

Fino a pochi anni fa in Italia mancava un radio nazionale interamente dedicata alla musica rock, termine che in questa sede cerca di racchiudere una musica che sia “alternativa” rispetto alle altre radio italiane ma che comunque possa essere “commerciale”, raggiungendo in questo modo una gran numero di ascoltatori.

La situazione, che purtroppo rispecchia il livello di cultura musicale nel nostro Paese, è cambiata nel 2007 con la nascita di Virgin Radio e vorremmo riassumerne brevemente la storia, perché in soli quattro anni è arrivata ad essere una delle emittenti più ascoltate, con quasi 2 milioni e mezzo di ascoltatori, ed ha anche ottenuto nell'ultimo anno un buon incremento di ascolti (vedi dati Radio Monitor 2012)

Virgin Radio comincia le sue trasmissioni, inizialmente di sola musica 24 ore su 24 senza programmi in diretta, il 12 luglio 2007 alle ore 12 con What a Wonderful World di Louis Armstrong in versione punk interpretata da Joey Ramone. Ma, facendo un passo indietro, per poter trasmettere sulle frequenze FM, Finelco (la società proprietaria di Virgin Radio) rilevò dal Gruppo RCS Broadcast le frequenze ed il marchio Play Radio, progetto editoriale lanciato il 6 ottobre 2005 che, pur avendo la collaborazione esclusiva del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport, terminò le proprie trasmissioni il 30 giugno 2007.

Curiosamente, però, i brani musicali e gli spazi pubblicitari di Play Radio continuarono a trasmettere sino all’11 luglio, poiché al momento dello scioglimento dei contratti dei dipendenti di Play Radio, Virgin Radio non era ancora pronta a cominciare le trasmissioni. Di conseguenza, vennero trasmessi dieci giorni di programmazione musicale targata Play Radio, con l’aggiunta peraltro di messaggi relativi alla transizione tra le due emittenti radiofoniche.

Al di là di questi dettagli è interessante sapere perché Alberto Hazan, presidente del Gruppo Finelco, abbia scelto di puntare sulla musica rock e sull'accordo con il Virgin Group di Richard Brenson. Come spesso accade tra grandi imprenditori tutto nacque da un semplice incontro tra i due, da un'idea comune di allargare il proprio mercato, dopo che le due società si erano già scambiate una lettera d'intenti nel 2006.

Successivamente il Gruppo di Hazan ha commissionato uno studio alla NCP Ricerche, società interna a Finelco, per individuare il genere musicale più richiesto in FM dagli ascoltatori, ma al contempo meno presente in Italia; il risultato? Semplice, mancava una radio rock.

Come tuttavia già accennato non si poteva rischiare di fare un buco nell'acqua proponendo tutte le sfaccettature della musica rock (blues, rockabilly, heavy metal e via discorrendo), e fu Alberto Hazan a coniare il termine Style Rock, slogan dell'emittente, proprio per delineare un rock commerciale, che non significa essere “falso”, ma semplicemente non vada a toccare i sotto generi più ricercati.

In un Paese come l'Italia, dove la cultura musicale è fortemente sottovalutata rispetto a Inghilterra, Germania e anche Francia, non si poteva certo partire “col botto” trasmettendo solo country, rock-blues, grunge e altro ancora. C'è anche da considerare il fatto che Virgin Radio è una radio nazionale, le frequenze costano milioni di euro e l'investimento in atto è incredibilmente coraggioso considerando la natura delle altre emittenti italiane.

Come abbiamo detto all'inizio il numero di ascoltatori è eccellente, e dobbiamo anche considerare che i programmi in diretta dal lunedì al venerdì sono soltanto tre: Buongiorno Dr. Feelgood dalle 7 alle 10 con Maurizio Faulisi, Revolver dalle 14 alle 16 con Ringo e Virgin Generation con Andrea Rock e Giulia Salvi, dalle 18 alle 20. Il resto del palinsesto è costellato da “pillole” rock, puntate registrate della durata di quattro o cinque minuti che trattano la storia della musica (Music History di Paola Maugeri), oppure raccontano aneddoti (Rock Bazar condotto da Massimo Cotto), ma aggiornano anche su eventi live.

Una pillola molto apprezzata è il programma Rock In Translation, nel quale Giulia Salvi traduce i testi delle canzoni straniere. Ma è la musica a Virgin Radio a fare da padrona, la musica targata Style Rock, non di rado soggetta a critiche da parte di appassionati e “veri” rocker, a cui personalmente rispondo: ben venga una radio che passi Led Zeppellin, Beatles, Doors, ACDC e molti altri (comprese le nuove generazioni, anzi soprattutto le nuove generazioni), anche se di questi trasmettono solo i classici.

La radio del Gruppo Finelco cerca comunque di sondare più terreni, trasmettendo fino a tarda notte nel weekend il cosiddetto Rock Party, una festa rock le cui canzoni sono anche di nicchia, meno conosciute. L'intento non è quello di raccontare la storia della musica rock a 2 milioni e mezzo di persone, ma di porre un punto di partenza, lo Style Rock, al quale l'ascoltatore potrà rimanere ancorato, oppure potrà staccarsi andando alla ricerca di diversi generi e nicchie musicali lontani dal rock di Virgin, ma che fanno parte della stessa grande famiglia il cui padre è il Rock n' Roll.

Articolo a cura di Davide Porro