122 anni fa Marconi brevettava la Radio

Storia della Radio

122 anni fa Marconi brevettava la Radio

Esattamente 122 anni fa, a Londra più o meno in queste ore, Guglielmo Marconi stava ottenendo il brevetto per la sua Radio.

In realtà l’oggetto che fu brevettato ai tempi era un po’ diverso da quello che oggi chiamiamo radio: il concetto alla base è lo stesso ma Marconi presentò a Londra la trasmissione telegrafica senza fili basata sull’invio di un segnale a distanza attraverso le onde elettromagnetiche.

Gli esperimenti di Marconi iniziarono qualche anno prima quando lo scienziato riuscì ad azionare un campanello elettrico attraverso un pulsante a distanza non collegato al campanello stesso, tutto questo all’interno di casa sua. Solo due anni dopo grazie ai finanziamenti del padre e all’aiuto del fratello egli riuscì a fare lo stesso con una distanza di 2 km; tutto questo sistema telegrafico è alla base delle trasmissioni che oggi ci permettono di ascoltare la radio.

Non fu così facile però ottenere questo brevetto per lo scienziato italiano: egli infatti dovette andare con la madre a Londra perché l’allora ministro delle poste e telegrafi italiano Pietro Lacava non gli concesse nessun finanziamento per questo progetto, anzi etichettò Marconi come un pazzo.

Ma fu solo l’inizio delle controversie perché Marconi ha dovuto lottare a lungo per farsi riconoscere la paternità della radio; Nikola Tesla fu il teorico che spiegò come utilizzare le onde elettromagnetiche per una trasmissione a distanza, per questo Marconi fu considerato solo uno sperimentatore e un pionere del campo che unì la teoria alla pratica.

Marconi negò di aver letto le pubbicazioni di Tesla al tempo, ma disse di aver preso spunto dai fisici Augusto Righi Rudolph Hertz.

L’invenzione della radio fu inizialmente associata a Marconi nel 1911 dalla High Court britannica che lo premiò come padre della radio, ma poi nel 1943 la Corte Suprema degli Stati Uniti riconobbe i brevetti di Tesla come basilari per la radio, ma solo negli stati uniti.

Fatto sta che senza gli esperimenti di Marconi probabilmente quella teoria sarebbe rimasta sui libri di elettronica e l’intuizione alla base del mezzo di comunicazione più vecchio e più longevo di tutti sarebbe stata utile forse per altri esperimenti e altre invenzioni ma chissà se la radio come la conosciamo noi oggi sarebbe mai nata.

Grazie Guglielmo, auguri Radio!

Articolo a cura di Adriano Matteo

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