Come suonano le Radio italiane?

Curiosità Radiofoniche

Come suonano le Radio italiane?

Capita spesso di trovarci in macchina facendo zapping tra le radio e rimanere colpiti da una emittente pittosto che da un’altra per una canzone in onda o per un argomento affrontato dagli speaker in quel momento.

Altre volte ci fermiamo su una stazione senza un reale motivo, o almeno senza farci caso apparentemente. Molto spesso sono le qualità sonore dell’emittente a colpirci, o meglio a colpire il nostro orecchio che percepisce piacevole o meno un insieme di suoni semplicemente grazie alla presenza di determinate frequenze.

Il discorso si sta già facendo troppo complicato? Non preoccupatevi, proviamo a vederla al contrario: vi sarà sicuramente capitato di cambiare canale perché la radio che stavate ascoltando risultava “fastidiosa”.

Il volume era troppo alto, distorto, troppi bassi o troppi alti presenti nell’equalizzazione di quell’emittente forse per un problema di trasmissione o per una non curanza del fonico e magari la canzone che suonava in quel momento era la vostra preferita, ma il vostro orecchio ha avuto la meglio e avete cambiato.

È risaputo che il complesso meccanismo del nostro orecchio preferisca dei suoni piuttosto che altri e l’importante compito dei tecnici audio delle radio è far sì che queste si sentano “bene”, un concetto sempre molto soggettivo cosiderando che il “sentire bene” può cambiare da individuo a individuo.

Ci sono delle qualità che in generale possono rendere piacevole l’ascolto a prescindere da chi sta ascoltando o ancora meglio da come si sta ascoltando la radio (la nostra autoradio può essere la migliore del mondo, ma se il segnale è distorto già dallo studio dell’emittente ci sarà poco da fare per migliorarlo con il nostro ricevitore).

Spesso succede però che, ammesso che le regole principali per garantire un buon ascolto vengano rispettate, si voglia dare un’identità sonora alla propria emittente in base anche alla tipologia di radio o di musica trasmessa intervenendo soggettivamente sull’equalizzazione o sul processamento del segnale sonoro in uscita.

Oggi abbiamo pensato di scoprire proprio quest’aspetto soggettivo per ognuno dei network nazionali cercando di capire quali sono le caratteristiche sonore prevalenti e per quale motivo sia stata fatta una scelta del genere.

Per fare questo abbiamo analizzato con un analizzatore di spettro 10 minuti di trasmissione per ogni emittente in FM (che comprendano almeno un intervento parlato, una canzone recente e una pausa pubblicitaria) e abbiamo messo a confronto il risultato delle medie ottenute per ogni radio.

Scopriamo cosa è successo.

RTL 102.5: Per la radio più ascoltata d’Italia lo spettro risulta essere abbastanza piatto con una buona presenza di frequenze basse ben definite. Piacevole all’ascolto ma senza nessuna peculiarità rilevante.

RDS: Anche per l’emittente romana il discorso non cambia rispetto a RTL. Spettro piatto, minore presenza di bassi ma sempre un buon compromesso fra tutte le frequenze.

RADIO ITALIA: Per la radio che trasmette solo musica italiana abbiamo scovato una buona presenza di bassi e di frequenze alte con un piccolo taglio sulle frequenze medie; un effetto simile alla loudness ma non troppo accentuato.

RADIO DEEJAY: La radio di Via Massena è caratterizzata da una buona presenza di frequenze medie che caratterizzano la voce dovuta anche alla tipologia di radio in cui prevalgono i parlati.

RADIO CAPITAL: Discorso simile per la sorella di Deejay che ha però una buon boost di frequenze basse che danno una bella pienezza alle voci degli speaker.

M2O: La radio dance per eccellenza, come per Capital, da molta importanza alle basse frequenze ma questo evidentemente per valorizzare più la musica, per eccellenza ricca di bassi, che le voci.

R101: Per R101 un giusto dosaggio di tutte le frequenze per un suono pulito e abbastanza flat senza nessuna particole caratteristica.

RADIO 105: Spettro pieno con un forte boost sui bassi e sugli alti che danno anche qui il classico effetto loudness tanto amato dal nostro orecchio.

RADIO 24: Molto di più che per Radio Deejay, anche radio 24 presenta uno spettro ricco di frequenze medie evidentemente, anche in questo caso, per i lunghi parlati che caratterizzano il tipo di radio.

VIRGIN RADIO: Spettro ricco soprattutto di medie e basse frequenze, tipiche del rock del resto.

RMC: Buona presenza di bassi e medi per uno spettro che renda la sensazione di un suono pieno.

KISS KISS: Per Radio Kiss Kiss abbiamo trovato uno spettro molto pieno soprattutto sulle medie frequenze rispetto alle altre radio nazionali che da un calore maggiore alla musica.

RADIOFRECCIA: Altra radio rock, meno bassi ma sempre una buona presenza di medie che danno il tipico effetto di pienezza del rock.

RAI RADIO 1: Per la prima radio del gruppo RAI abbiamo trovato uno spettro abbastanza piatto con una particolare valorizzazione delle frequenze medie tipiche delle radio con molti parlati come abbiamo già visto.

RAI RADIO 2: Spettro abbastanza piatto anche per la seconda radio del gruppo RAI che rende comunque l’ascolto piacevole senza troppe particolarità.

RAI RADIO 3: Dedicata prevalentemente alla musica classica presenta una buona presenza di basse frequenze e poche alte.

ISORADIO: Emittente prettamente di informazione presenta uno spettro abbastanza piatto con una presenza leggermente maggiore delle basse frequenze che fa sempre piacere.

È interessante scoprire quanto le caratteristiche sonore rispecchino spesso la tipologia di radio o di musica trasmessa, probabilmente in molti casi anche una conseguenza, questa, di come suona una radio; altra curiosità da citare è un picco sempre presente sui 19 kHz, al limite della banda udibile dall’orecchio umano, suono dedicato alla trasmissione stereo in FM.

Come suona la vostra radio preferita?

Articolo a cura di Adriano Matteo

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