Come arrivare in Radio? Carlo Conti racconta la sua carriera radiofonica

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Come arrivare in Radio? Carlo Conti racconta la sua carriera radiofonica

Carlo Conti, il noto conduttore televisivo della Rai racconta il suo lavoro prima di approdare davanti alle telecamere: la banca, ma soprattutto la radio. 

Infatti, diversamente da altri presentatori, Conti non ha iniziato fin da giovanissimo a calcare i palcoscenici televisivi, ma ha prima passato qualche anno a fare un lavoro "normale".

Come apprendiamo da Corriere.it, si diplomò all'Istituto Tecnico Commerciale Statale ad indirizzo Mercantile Emanuele Filiberto di Savoia Duca d’Aosta, "un nome così lungo che è anche difficile farci una maglietta con il logo".

Fine anni ‘70 a Firenze: "La maturità fu fortunata anche grazie al fatto che arrivai in barella perché mi ero rotto tibia e perone. Li mossi a compassione e fui promosso con 60/60. Mi venne addosso la mia fidanzatina di allora con il motorino, è stata l’unica ragazza bionda della mia vita".

E poi l'inizio del primo lavoro: "Subito dopo la maturità ci fu un istituto di credito a medio e lungo termine che chiamò tutti quelli che avevano preso 60 per un colloquio. Io andai anche se non ero granché interessato, avevo in testa la radio, già facevo programmi, ero proiettato su quelle onde. Ma il mio babbo è morto quando avevo 18 mesi e la mia mamma si è dovuta rimboccare le maniche: ha dedicato la sua vita per far sì che avessi quel benedetto foglio di carta. Dopo il diploma e l’assunzione in banca a tempo indeterminato era la donna più felice del mondo, aveva raggiunto lo scopo della sua vita".

Carriera radiofonica di Carlo Conti: come è arrivare in radio?

Ma Conti aveva in mente solo la radio: "Arrivavo in istituto la mattina e andavo via alle 17. Dalle 18 alle 20 trasmettevo alla radio, nel weekend lavoravo in discoteca. Tenni duro, ma quella vita mi stava stretta, non era il mio, avevo bisogno della mia libertà e della mia indipendenza, mi pesava dover fare un’analisi di bilancio di cui non mi importava nulla e in cui non ero coinvolto emotivamente".

Poi la decisione di lasciare il suo lavoro in ufficio: "Ero in coda in macchina, ero arrabbiato con me stesso, mi chiedevo perché mi dovevo svegliare tutte le mattine per andare a fare una cosa che non mi piaceva. Proprio all’altezza di piazza della Libertà decisi di licenziarmi".

La radio diventa la vita di Carlo Conti e il trampolino di lancio per la tv. I programmi pomeridiani, poi le prime serate, fino al coronamento con tre edizioni consecutive di un Sanremo di grandi ascolti. 

Finalmente la traiettoria aveva assunto percorsi felici: "Fare tv per me non è un lavoro: quando il tuo hobby diventa il tuo mestiere è il massimo. Vengo da 19 date a teatro con i miei amici fraterni Pieraccioni e Panariello: zero stanchezza, solo divertimento". Senza dimenticare la parte creativa: "Con il mio gruppo di lavoro abbiamo modificato il format originale dell’Eredità e abbiamo ideato programmi come Ora o mai più, il talent condotto da Amadeus".

Infine, il consiglio a chi vuol intraprendere la strada di conduttore radiofonico o televisivo: "Per il mio mestiere il consiglio è fare tanta gavetta: non fare spettacolo per avere successo ma per il gusto di farlo. Non bisogna preoccuparsi di arrivare subito, l’ascesa non deve essere a razzo, verticale, ma lenta e costante".

Articolo a cura di Francesco Pinardi

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