Il Bello della Diretta

Conduzione Radiofonica

Il Bello della Diretta

Registrazione e diretta, c'è chi preferisce l'una o l'altra, ma nella maggior parte dei casi ad ottenere maggiori consensi è la seconda. Atmosfera unica, a tratti indescrivibile per chi, spinto da una grande passione, è sempre pronto ad esprimere la propria voglia di trasmettere al microfono.

Emozioni, racconti, notizie di qualsiasi tipo che creano condivisione tra speaker e ascoltatori all'interno di un mix tra musica e parole che ha il suo indiscutibile fascino.

Fare radio, a nostro parere, significa essere in onda, “live”, con tutte le conseguenze del caso. Il bello sta proprio in questo. Anche magari una banale “gaffe” che potrebbe scaturire da un “disco-disco” o da una semplice conduzione in coppia, assume un valore aggiunto tanto da rendere la diretta senza filtro, trasparente.

Trasmettere in diretta significa anche poter acquisire una tecnica adeguata per una corretta conduzione, fatta di quella tempistica, strettissima, tipica del mezzo radiofonico. Tanta pratica dinanzi ad un software di regia automatica che permette così, ad esempio, di “prendere l'intro” correttamente, senza intoppi. Allo stesso modo essere in diretta ed esprimere un concetto in maniera sintetica, in pochi secondi, fa la differenza!

Completamente opposto il caso di un format registrato. Magari un ascoltatore comune non nota le differenze, ma gli addetti ai lavori sanno benissimo che in tal caso la conduzione assume contorni più “freddi”, quasi lontani dalla realtà contingente. Chi ha l'orecchio fine può facilmente accorgersi della post produzione di un programma: stacchi improvvisi di parlato, il conduttore che non annuncia i dischi e/o l'orario, etc. Piccoli dettagli che svelano il trucco della registrazione.

Di solito la “rec” potrebbe essere utilizzata come training per i primi mesi di uno speaker, reclutato da poco, anche se spesso l'affiancamento, in diretta, di cui abbiamo già parlato, (https://www.radiospeaker.it/blog/lavorare-in-radio-affiancamento-nuovi-speaker.html) risulta essere la soluzione ideale per permettere al conduttore di capire in maniera precisa e dettagliata il “clock” di un'emittente.

Ovvio che la registrazione, in alcuni casi, si rivela indispensabile per risolvere problemi legati a collegamenti in merito magari a news da trattare nel corso di un giornale orario. In tal caso, il corrispondente provvede a registrare il proprio intervento, che sarà poi opportunamente trasmesso nel notiziario secondo una scaletta predefinita.

Allo stesso modo dicasi per gli spot pubblicitari. Attenzione, non le citazioni, queste ultime spesso vengono espresse rigorosamente in diretta, al principio o al termine di un programma e possono spaziare su vari fronti: dalla sponsorizzazione di un prodotto ad un appuntamento speciale interno alla radio stessa, magari un'intervista imperdibile, il cui annuncio viene obbligatoriamente predisposto “dai piani alti”.

Insomma, come si evince, diverse sono le funzionalità sia riguardanti la diretta che la registrazione di un qualsivoglia contenuto radiofonico.

Ma, provando a fare un sondaggio, crediamo che ad avere la meglio sia l'emozione derivante dall'accensione della tipica luce rossa che segnala l'inizio delle trasmissioni. Se poi ad essa si aggiunge anche l'avviso, del tipo: “Non disturbate durante le trasmissioni”, il quadro è completo.

 

Articoloa cura di Maurizio Schettino