Hackerata radio Nord Koreana: The Final Countdown messa in loop

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Hackerata radio Nord Koreana: The Final Countdown messa in loop

Ebbene si, anche le radio possono essere prede di attacchi hacker. E’ quello che è successo in Nord Korea, stato diventato recentemente famoso per il suo leader, all’emittente radiofonica Pyongyang Broadcasting Station (Pyongyang BS).

Un hacker sconosciuto ha assunto il controllo di tale stazione radio che trasmette a onde corte nel nord est del paese. La Pyongyang Broadcasting Station si trova a Kanggye, vicino alla frontiera nordcoreana con la Cina e trasmette anche sulle frequenze 621, 1053, 3250 e 6400 kHz.

La frequenze hackerata è l’ultima di quelle sopracitate e la “programmazione” è stata manomessa  trasmettendo una celebre canzone del 1986 siglata da una band rock svedese molto nota: gli Europe. Il titolo della canzone? "The Final Countdown”. Una canzone sicuramente non scelta a caso…

Come apprendiamo da The Epoc Times, la notizia dell'incidente è stata pubblicata su Twitter da un hacker cosiddetto vigilante, "The Jester", che in passato ha guadagnato la fama per aver hackerato i siti web jihadisti e nell'ottobre 2016 il sito del Ministero degli Affari Esteri russo. "Un dio tra noi ha dirottato i 6400kHz (stazione nordcoreana) e sta suonando The Final Countdown”, ha twittato The Jester su Twitter il 9 novembre, aggiungendo un link ad una registrazione della trasmissione.

Tale emittente è stata utilizzata in passato per trasmettere messaggi codificati proprio sulla frequenza di 6400 kHz, simile a una number station. Una società di consulenza geostrategica non collegata Washington, la Strategic Sentinel, ha osservato che la Corea del Nord spesso trasmette messaggi sulla stazione prima di minacce belliche. Il fatto risale allo scorso 23 Settembre e tale società ha anche twittato la notizia.

Il tutto fa pensare che la stazione hackerata non sia stata scelta proprio a caso. Cerchiamo di vedere il lato positivo della faccenda: almeno la canzone era molto bella!

Articolo a cura di Stefano Tumiati