Radio Locali: matrimonio finito con il DAB?

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Radio Locali: matrimonio finito con il DAB?

La diffusione radiofonica digitale è ormai uno standard di trasmissione conosciuto.

Il DAB+, Digital Audio Broadcasting, si è lentamente fatto strada nei device d'ascolto come le automobili e le radio "da tavolo". Nonostante garantisca un'ottima qualità sonora, priva di interferenze analogiche sul segnale, questa tipologia di trasmissione radio non si è ancora diffusa su larga scala. Nella classifica dei device d'ascolto copre ancora una fetta inferiore rispetto all'FM. Il suo lento propagarsi (il DAB è stato sviluppato a inizio anni Novanta) ha fatto pensare ai radiofili che fosse una tecnologia già spacciata e che la diffusione web avrebbe preso il sopravvento su di essa.

In effetti al giorno d'oggi le poche emittenti che possono vantare una copertura DAB+ completa sono quelle nazionali. L'Aeranti-Corallo, associazione che riunisce le radio locali e non solo, lancia un allarme a proposito della digital radio: "Oggi nel mercato analogico le emittenti del territorio vantano il 40% degli ascolti ma l’Agcom ha ridotto i loro spazi sul digitale dal 1° gennaio 2019".

L'Agcom è l'autorità per le garanzie nelle comunicazioni e garantisce la corretta competizione degli operatori sul mercato. Le emittenti locali sono sfavorite nella corsa al DAB+ in quanto possono trasmettere solo in poche zone (per non sforare la copertura assegnata). Le radio nazionali ricoprono grandi aree del paese e possono contare su 39 bacini di diffusione divisi sull'intero territorio italiano. Per quanto riguarda l'emittenza locale i bacini sono solamente 16, di cui solo 10 assegnati dal MISE, Ministero dello Sviluppo Economico.

Inoltre il recente piano di ripartizione delle frequenze televisive, dovuto alla nova generazione della diffusione tv digitale DVB-T2, ha ridotto ulteriormente gli spazi dedicati al DAB+. Tenete conto che con la Legge di bilancio 2018 tutte le nuove radio vendute dal 1° gennaio 2019 dovrann consentire la ricezione della digital radio.

Il coordinatore di Aeranti-Corallo Marco Rossignoli ha dichiarato: "...In gran parte dell’Italia l’emittenza locale non ha ad oggi la possibilità di utilizzare il digitale ... le radio locali, nel mercato analogico, hanno circa il 40% degli ascolti. Vi sono alcune regioni in cui un'emittente locale è la prima fra il pubblico. Le imprese radiofoniche di Aeranti-Corallo hanno già investito nella nuova tecnologia e costituito società consortili per l’avvio delle trasmissioni digitali. Tuttavia, a causa della scarsità delle frequenze, non possono accedere a tale tecnologia in molte zone del Paese dove invece le radio nazionali stanno operando".

Articolo a cura di Stefano Tumiati

 

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