Cosa non funziona nella radio di oggi? L'opinione di Renzo Arbore e Sergio Caputo

Curiosità Radiofoniche

Cosa non funziona nella radio di oggi? L'opinione di Renzo Arbore e Sergio Caputo

La scorsa settimana su www.leggo.it è stata pubblicata un’intervista al noto cantautore romano Sergio Caputo, in occasione dell’uscita del suo ultimo disco “Oggetti Smarriti”. E prendendo in esame uno dei nuovi brani compresi nell’album, il discorso si è presto spostato sulle radio:

“È volutamente diverso. Volevo provocare le radio, visto che passano solo i pezzi che vogliono loro seguendo logiche ’strane’”

Sono queste le parole utilizzate dal cantautore per descrivere il suo nuovo brano “Scrivimi Scrivimi”, anche se poi il discorso sulle radio si è sviluppato in questo modo:

“Sono loro che ce l’hanno con me. Non capisco il loro atteggiamento che danneggia la musica. Ho vissuto negli Stati Uniti per tanti anni e lì hanno il problema opposto, non certo quello di artisti ignorati. In Italia, ci sono talmente tanti interessi, con le major intendo, che è difficile far passare l’altra musica. Puoi fare il disco più bello del mondo, ma se loro non ti passano il pubblico pensa tu sia sparito. Credo che la musica italiana non esista. Abbiamo tradotto in italiano i generi musicali internazionali. Tutto qui."

Parole, che sempre tramite un'intervista su www.leggo.it, sono state riprese il giorno successivo niente di meno che da Renzo Arbore.

“Le radio oggi trasmettono musica omologata dalle major: difficile ascoltare un buon prodotto, originale, che non risponda soltanto a logiche commerciali.”

Così ha esordito lo showman che insieme a Gianni Boncompagni ha segnato la radio italiana con trasmissioni come “Bandiera gialla” e “Alto gradimento”, dagli anni sessanta fino agli anni ottanta.

“Bisogna mandare in onda le playlist indicate dalle major, spesso si ascoltano dischi di autori stranieri non proprio esaltanti a discapito di interpreti italiani molto interessanti” Così prosegue Renzo Arbore, prima di spostare il discorso sui Dj:

“Non ci sono più i Dj, quelli che scelgono in autonomia la buona musica e poi sanno lanciarla nei programmi, spiegandola agli ascoltatori. L'ultimo Dj è stato Fiorello, forse resiste ancora Gegè Telesforo anche se non si occupa proprio di musica. Per il resto, calma piatta. Eppure i Dj radiofonici sono fondamentali per rompere gli schemi, come facemmo dal 1965 in poi il sottoscritto e Gianni Boncompagni.”

Un discorso che sembrerebbe appoggiare in tutto e per tutto l’opinione espressa da Sergio Caputo, seppur con diversi toni, tranne che per un punto: “Non è vero che scimmiottiamo troppo gli americani. Anzi, credo che la produzione italiana da tempo sia di personalità e non più succube degli States.”

Anche se all'opinione espressa da Sergio Caputo su radio e scelta pilotata dei brani da mandare in onda, sempre grazie a www.leggo.it, apprendiamo che è arrivata rapidamente una risposta anche dagli studi di Radio Deejay.

“Lui attacca tutti e noi gli rendiamo omaggio con una sua canzone, sentite quant’è bella” Queste sono state infatti le parole spese da Fiorello nel corso di una recente puntata del suo “Rosario della Sera”, proprio per annunciare il brano “Citrosodina”, una delle canzoni più conosciute dell’album “Un sabato italiano” pubblicato nel 1983 da Sergio Caputo.

A chiudere il cerchio sembra essere stato proprio l'intervento di Fiorello, ma non è escluso che qualcun altro decida di dire la sua nei prossimi giorni.

Articolo a cura di Vittoria Marchi