Radio Flash chiude le trasmissioni

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Radio Flash chiude le trasmissioni

Un'altra brutta notizia per il mondo della radio, in particolare per quelle emittenti che hanno fatto la storia dell'FM sin dagli anni scorsi, con tanta passione e impegno e ora costrette a chiudere i battenti per motivi legati ad una gestione interna che non è riuscita a durare. Almeno questo sembra essere il perché alla base della chiusura della storica emittente torinese, Radio Flash che, dopo le ultime trasmissioni dello scorso 30 giugno, ha arrestato i  programmi, lasciando la propria frequenza, 97.6 FM, a Radio Italia Uno.

"Abbiamo cercato in questi anni di rilanciarci in tutti i modi, con gli interlocutori più vari, ma nonostante tanti attestati di stima non c'è stato mai nulla di concreto" queste le parole di Mauro Boglione, amministratore della radio piemontese, rilasciate su "La Stampa". Lo stesso Boglione ha poi aggiunto: "Con il passare del tempo le difficoltà nella gestione sono aumentate e ci hanno portato alla considerazione che non valeva più la pena tenere in piedi l'emittente. Così è maturato il passaggio di mano".

Come si diceva, la frequenza è stata rilevata da un altra radio, in particolare da Ottavio Bellerate, patron del gruppo editoriale composto da nove emittenti. Quest'ultimo, infatti, sempre dalle pagine del quotidiano, ha dichiarato:"Mi interessava colmare una lacuna: Radio Italia Uno era presente in tutto il Piemonte ma non in città, se non per sei ore al giorno. Ora potrà essere ascoltata anche nel capoluogo. In quanto a Flash, non avrebbe senso tenerla in vita, non era più un marchio commercialmente valido. Ultimamente era diventato un ripetitore di segnale di Popolare Network."

Fine delle trasmissioni per Radio Flash 

Insomma, una situazione amara, per alcuni non inaspettata, che ha portato alla chiusura dell'emittente nata nel novembre del 1976 e creata da Francesco Carboncini e Giorgio Visciglia, affiancati poi da Luciano Casadei. Una radio che ha raccontato gli anni dei cambiamenti in città, riuscendo a raccogliere consensi grazie ad una programmazione musicale fatta anche di musica indipendente. Una situazione critica che ha portato alla definitiva chiusura, a quanto pare, sulla base anche dell'avvento dei nuovi canali di comunicazione, oltre alla nascita delle web radio di ultima generazione che hanno reso tutto il comparto della radiofonia maggiormente concorrenziale.

In ogni caso, resta il dispiacere per la chiusura di un'ennesima realtà dell'etere che ha allietato le giornate di molti ascoltatori, gli stessi che ora ricorderanno le intramontabili dirette partite dalla sede di via San Tommaso.

Articolo a cura di Maurizio Schettino