Radio Secours Catholique. La voce dei migranti di Calais

Giornalismo Radiofonico

Radio Secours Catholique. La voce dei migranti di Calais

La radio è, da sempre, lo strumento per eccellenza che dà voce, che permette di diffondere musica, notizie ma anche opinioni e pensieri. Se, poi, a utilizzare questo mezzo di comunicazione sono i migranti, quella parte della popolazione che spazio e tempo per la propria voce non ne ha quasi mai, allora siamo di fronte a un’esasperazione positiva di quella che è la potenza della radio.

A Calais, in Francia, l’associazione Caritas France ha creato “Radio Secours Catolique”, una radio lanciata agli inizi di febbraio che dà il microfono ai migranti di Calais, quei ragazzi afghani, iraniani e non solo che vivono in Francia e sognano di andare in Inghilterra.

Sostenuti dai volontari di Secours Catholique (il laboratorio è nato dall’idea di uno di loro, Hisham Aly), questi giovani si raccontano in modo anonimo parlando delle loro storie, delle loro speranze, delle loro sofferenze, dei loro viaggi, con quegli accenti e quelle pronunce sbagliate che di farsi capire ci riescono eccome. Un modo per dare loro finalmente l'opportunità di parlare di sè, piuttosto che farsi raccontare da chi li vede solo dall'esterno.

E, dato che la tecnologia gioca sempre un ruolo importante in questi progetti radiofonici, il plauso va al regista di France Culture Alexandre Plank, il tecnico del suono di Radio France Mathieu Touran e Roland Cahen, insegnante degli studenti dell’Istituto Nazionale di creazione industriale (ENSCI), tutti attori fondamentali per la parte tecnica di “Radio Secours Catholique”.

Un passo in avanti verso l’integrazione sociale, attraverso il mezzo di comunicazione che avvicina tutti: la radio.

Articolo a cura di Valentina Carmen Chisari