Fare il giornalista radiofonico è un lavoro pericoloso?

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Fare il giornalista radiofonico è un lavoro pericoloso?

"Non si può mai star tranquilli" direbbe qualcuno, dinanzi ad una nuova situazione che lascia inevitabilmente l'amaro in bocca, non solo a chi ne è direttamente interessato, ma anche da parte di coloro che vedono ostacolare la tranquillità dei propri colleghi, a causa di fatti spiacevoli.

E' notizia di pochi giorni fa quella relativa al rinvenimento, presso la sede di Punto Radio, l'emittente della provincia di Pisa, di una lettera anonima, come riportato dalla testata online Quinews Pisa.it. "Punto Radio zecca rossa è pronta la tua fossa, Doni Corsini attenti sappiamo molto di voi - belliciao", questo il testo del messaggio recapitato alla redazione della radio con sede a Cascina (PI). 

Sono stati proprio i membri dello staff a divulgare l'accaduto, ora al vaglio delle forze dell'ordine, che stanno cercando di capire il motivo alla base di tale gesto. Vengono menzionate, nello specifico, due personalità dell'organico di Punto Radio: Luca Doni e Massimo Corsini, rispettivamente direttore e redattore dell'emittente. Una situazione che, sempre secondo il portale d'informazione, segue la scia di altri episodi avvenuti nei mesi precedenti. In particolare, a febbraio fu notata la presenza di adesivi promotori degli ideali fascisti, posizionati sulla postazione della radio allestita a Pisa, presso l'arena Garibaldi.

Come si diceva, al momento le indagini sono in corso. Ma resta comunque una riflessione da fare dinanzi al verificarsi di casi del genere, non nuovi nel panorama della comunicazione in generale, nello specifico, per quanto riguarda l'ambito dell'informazione, o meglio, la libertà di quest'ultima. Nella vita di ogni giorno sembra da un lato sempre più difficile dimostrare la realtà dei fatti, in maniera veritiera e "pulita", magari grazie ad un'informazione d'inchiesta che possa offrire un'analisi puntuale delle vicende, senza volersi schierare da una parte o dall'altra.

Ma questa caratteristica, seppur vicina alla professionalità del giornalista, risulta svantaggiosa agli occhi di chi forse vorrebbe leggere tutt'altro in un articolo, o all'ascolto di un qualsivoglia giornale radio. Una visione "di parte" che potrebbe ostacolare il lavoro del giornalista professionista, secondo i dettami delle regole deontologiche. 

In un'era digitale dove l'esposizione mediatica e non solo risulta sempre più evidente agli occhi di molti, il lavoro del giornalista, anche radiofonico, diviene difficile, non solo per l'immediatezza nel divulgare le news, oggi a vantaggio della rete, fruita da tutti, ma anche per l'attenzione che la comunicazione sta avendo negli ultimi anni da parte di molte persone prima indifferenti a ciò che veniva trasmesso.

Risulta, quindi, secondo noi, maggiormente importante offrire agli ascoltatori un bagaglio di informazioni, potremmo dire, neutrali e non soggette a facili interpretazioni, affinché il pubblico possa avere una visione obiettiva delle cose, seppur potrebbe esserci una percentuale irrisoria di rischio.

Ma, come ben sappiamo e sanno coloro che fanno questo mestiere, la passione va oltre ogni cosa e la ricerca della verità dei fatti supera qualsiasi ostacolo o possibilità di essere presi di mira per qualche dettaglio in grado di mostrare una verità che fa male, ma nello stesso tempo da raccontare, con i mezzi a disposizione, oggi più che mai.

Siete d'accordo?

Articolo a cura di Maurizio Schettino 

 

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