Cosa richiede oggi il mercato radiofonico?

Curiosità Radiofoniche

Cosa richiede oggi il mercato radiofonico?

E’ probabilmente una delle domande che molti Speaker, reduci magari da una costante gavetta, si sono chiesti, ma anche una continua riflessione oggi al centro di molte “querelle” tra operatori della comunicazione, che a volte si scontrano a suon di opinioni divergenti sul modo e l’approccio nei confronti del mezzo e di un sistema che inevitabilmente continua a cambiare, ma di pochissimo.

Un aspetto, questo, che non si allontana tanto da ciò che è stato discusso nel corso del workshop milanese dal titolo “Perché la Radio”, tenutosi pochi giorni fa e da noi recensito https://www.radiospeaker.it/blog/perche-la-radio-recensione-workshop.html.

In generale, c’è chi vorrebbe rivivere i fasti di un tempo, quei famosi ed intramontabili “anni d’oro” che i grandi della radiofonia non si privano di ricordare sempre e poi ci sono coloro che guardano in avanti, protesi ad una crescita fatta di modifiche, innovazione e soprattutto novità, sotto tutti i punti di vista.

Ma, appunto, cosa richiede attualmente il panorama radiofonico nazionale?

Ormai sono sotto gli occhi di tutti i cambiamenti che negli ultimi mesi hanno investito i network, ambitissimi da tutti, provetti Speaker e non solo. Modifiche che inevitabilmente investono anche l’aspetto riguardante la conduzione, la quale, come sappiamo, differisce a seconda delle varie emittenti, non a caso, certi Speaker hanno una loro giusta collocazione all’interno di staff in cui possono esprimere il meglio della loro personalità o, in altri contesti, godono di una sufficiente capacità tecnica nella gestione della strettissima tempistica.

A questo poi si aggiunge il numero di conduttori che fa da contorno alla playlist musicale, altra caratteristica, quest’ultima, che si lega alle tipologie di format che vengono trasmessi nel corso della giornata.

Ma il punto o meglio la domanda su cui forse in tanti negli ultimi tempi si soffermano è questa: se in alcuni casi si resta fermi, senza provare a rischiare su qualcosa di realmente nuovo e in altri, si investe “sul sicuro”, con la presenza di volti arcinoti, quale direzione bisogna prendere?

Qualcuno, con il sorriso stampato in faccia, potrebbe affermare, come al solito: “Non mollare!” Si, ma con quali prospettive o certezze?

Se la Radio è un mezzo, a detta anche di molti professionisti, sempre giovane, dinamico, in evoluzione, perché non renderlo innovativo anche nell’organigramma e non solamente da un punto di vista tecnico, con una digitalizzazione che in sostanza produce rinnovamento  nella ricezione, ma non nell’altra parte del media, quella occupata da qualcuno che abbiamo già visto o sentito.

Per coloro che intendono raggiungere certe vette, il consiglio probabilmente è quello di ascoltare, cercando di capire quale possa essere la strategia adottata da una specifica emittente; quali sono, insomma, le scelte partorite dagli editori, anche se forse si scontrano con il modello di Radio a cui proprio gli stessi professionisti nostalgici fanno di solito riferimento, ricordando i tempi che furono…

A margine di queste ed altre considerazioni, vi potrebbero essere obiezioni, dove immancabile è il discorso relativo agli ascolti, determinanti ai fini di un guadagno sicuro.

Ok, ma la qualità, il talento e la preparazione? A voi, quindi, la risposta!

 

Articolo a cura di Maurizio Schettino