Conduci, improvvisa e divertiti: la ricetta di Roberta Lanfranchi

Interviste

Conduci, improvvisa e divertiti: la ricetta di Roberta Lanfranchi

Lei è quel personaggio famoso che, però, senti potrebbe essere anche una tua carissima amica .

Vuoi per la voce così familiare che ci si trova ad ascoltare ogni giorno su RDS, metti in più l’aspetto semplice e naturale che spesso abbiamo visto – e continuiamo a vedere  - a tutto tondo in tv.

Per i pochi che non avessero ancora indovinato, stiamo parlando di Roberta Lanfranchi, la ballerina-conduttrice televisiva-speaker radiofonica – eterna ragazza della porta accanto che piace.

A tutti e qualsiasi veste indossi. Noi di Radiospeaker.it  l’abbiamo intervistata e, neanche a dirlo, ora ci piace ancora di più.

Partiamo dall’inizio. Che ci fa una ballerina nello studio di una Radio e, soprattutto, come fai a fare bene tutto?
"Diciamo che io nasco come ballerina, ma sono sempre stata curiosa verso il lavoro in radio che mi piace affrontare a 360 gradi e quindi si studia, non ci si ferma mai se lo si fa veramente con passione. Tutto questo è successo proprio cinque anni fa, ero un’ascoltatrice di RDS e ci ho provato. Ho fatto tre provini prima che mi prendessero, oggi sono una donna molo felice di questa scelta e onorata di far parte di questa squadra così prestigiosa."

La tua carriera televisiva è iniziata nel corpo di ballo di “Non dimenticate lo spazzolino da denti”, per continuare con “Buona Domenica”, “Paperissima Sprint” e naturalmente “Striscia la notizia”, fino alla conduzione con Milo Infante de “L’Italia sul Due” negli anni 2007 e 2008. Cosa ti ha dato più di tutto la televisione?
"In primis l’esperienza. La maggiorparte delle trasmissioni che ho condotto è stata in diretta e la diretta non perdona, non è che puoi fermarti e rigirare la scena. Quindi impari a saper improvvisare, senza farti condizionare dal fatto che ti stanno guardando milioni di persone. Impari il coraggio, a fare la faccia tosta e la capacità di stare davanti a una telecamera."

Nel 2014 inizia la tua carriera come speaker a RDS e, dal 2016, sei in coppia con Claudio Guerrini da lunedì a venerdì dalle 15 alle 19. Come si fa a condurre e far ridere per 4 ore di fila, dando sempre l’impressione che sia tutto naturale?
La mia collaborazione con Claudio Guerrini è proprio tutta lì, nel senso che tutto è molto improvvisato, quasi tutto direi. Io cerco sempre di prepararmi qualcosa, ma poi arriva lui che è un grande improvvisatore dotato di un’intelligenza e senso della battuta molto spiccati e quindi succede che, a volte, parti col pensiero di parlare di un argomento particolare e poi finisci col parlare di tutt’altro. Poi senti che sta venendo fuori una cosa molto divertente e quindi lasci perdere quello che ti eri preparata e ti lasci andare sull’onda dell’improvvisazione. Noi ci divertiamo moltissimo e la nostra fascia sembra essere molto apprezzata, ci piace accompagnare le persone a casa o durante le varie attività che si conducono durante il giorno, senza cadere nella volgarità. Finché questo ci verrà bene, potremo dire di aver fatto un buon lavoro.

La tua voce è amatissima anche come doppiatrice di film d’animazione quale “L’Era glaciale”, interpretazione che ti è valsa anche il premio “Leggio d’oro voce cartoon” nel 2006. Sei inconfondibile, anche dietro un cartone: deve essere una bella sensazione.
In effetti devo dire che il fatto di essere riconosciuta per la voce mi dà grande soddisfazione, perché vuol dire che RDS entra davvero in tutte le orecchie d’Italia. Che siano macchine, negozi o supermercati, case o semplicemente telefonini. Mi fa piacere soprattutto il fatto che, magari, quando sono al supermercato e parlo con la cassiera, da dietro qualcuno dice “ma è la voce di Roberta!”. E questa cosa mi riempie assolutamente di gioia.

Il tuo viso e i tuoi sorrisi trasmettono serenità, da sempre: Roberta Lanfranchi è davvero così anche a telecamere e microfoni spenti? Cosa ti fa arrabbiare?
Io sono esattamente quella che vedete e sentite. Ho sempre improntato la mia carriera su quello che sono io, non sarei io se conducessi un certo tipo di programmi o dicessi determinate cose. Sai che c’è, venendo da una famiglia molto piena di valori, regole e anche timori, si cresce in un certo modo. Non me la sono mai sentita di snaturarmi. Quindi io sono così sia a microfoni accesi che spenti, sia a telecamere accese che a telecamere spente. Mi fa arrabbiare chi non ascolta e anche l’ingiustizia, dalla più piccola alla più grande. Perché, poi , tre figli fai molto più caso a certe cose.

Sono tanti i ragazzi che vorrebbero diventare speaker radiofonici. Qual è secondo te la caratteristica più importante che deve avere una persona per fare questo mestiere? Ci sono delle dritte segrete che daresti?
Mi rendo conto che l’ambito radiofonico sia molto ambito, soprattutto dai ragazzi, la radio è quell’oasi magica e felice a cui tutti fanno riferimento. Per lavorare in radio non credo che basti una bella voce, credo che si debba avere qualcosa di sensato e intelligente, anche accattivante da dire oltre che una personalità spiccata. Perché le radio sono tante, la differenza la fa chi riesce a distinguersi anche con una chicca particolare che a volte diventa pure un tormentone. Bisogna anche ascoltare tanta radio per poterla fare, ma anche leggere molto perché la lettura ti consente di imparare vocaboli nuovi dandoti la possibilità di spaziare nella lingua italiana. Cosa non così scontata, al giorno d’oggi.

Intervista a cura di Valentina Chisari

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