SIAE vs Soundreef: come si comporteranno le Radio adesso?

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SIAE vs Soundreef: come si comporteranno le Radio adesso?

Pochi giorni fa abbiamo parlato della vicenda Siae e Soundreef, in particolare del fatto che la società no profit Lea, ovvero una nuova associazione composta da autori ed editori, raccogliera i diritti d'autore per Soundreef. È proprio la giovane Soundreef la nuova concorrente di SIAE che adesso dovrà dividere i propri conti con la “new entry”.

La domanda che ci poniamo oggi è: come si comporteranno a questo punto gli utilizzatori di opere coperte da diritto d’autore? E in particolare le radio, dovranno stipulare due licenze per poter trasmettere brani tutelati da entrambe le società?

Per rispondere a queste domande dobbiamo fare un passo indietro per capire cosa effettivamente è cambiato, quindi perché possiamo affermare che il monopolio di SIAE sia stato contrastato da una nuova start up, ma soprattutto vogliamo provare a spiegarvi cosa ci si aspetta che accada in futuro per stabilizzare questa situazione attualmente un po’ confusionaria.

Il cambiamento fondamentale avenuto il 16 Gennaio scorso riguarda l’art. 180 della legge sui diritti d’autore in base alla quale fino a qualche tempo fa, qualsiasi opera utilizzata – nel nostro caso in radio – anche se tutelata da altre società (come Soundreef), sarebbe dovuta comunque passare sotto il controllo di SIAE che ne avrebbe ottenuto in ogni caso i proventi. Era compito di Soundreef accordarsi con la SIAE per ottenere i propri eventuali diritti.

Oggi, dopo la suddetta modifica, chiunque voglia utilizzare opere tutelate da SIAE o Soundreef che sia, potrà riconoscerne i diritti direttamente alla società interessata o eventualmente ad entrambe nel caso in cui si voglia usufruire di un repertorio musicale che comprenda brani tutelati da entrambe le società. Questo naturalmente vale anche per un normale evento dal vivo o una qualsiasi situazione pubblica in cui vengano suonate o trasmesse opere protette da diritto d’autore.

Veniamo ora alle radio: la situazione in questo caso si fa più complessa e costosa se consideriamo che, stando così le cose, ogni singola radio che voglia trasmettere brani tutelati da SIAE e Soundreef dovrà stipulare due licenze separate; situazione scomoda che potrebbe indurre la gran parte degli editori a rimuovere dalle proprie playlist brani tutelati dalla neonata Soundreef che comunque comprende un minor numero di artisti (numero a quanto pare in crescita), pur di non pagare la doppia licenza.

Una soluzione a questo grosso problema potrebbe essere – come proposto tempo fa dal sito dday.it – lo spacchettamento in due della funzione di SIAE che in tal caso avrebbe due ruoli: il primo, quello di regolatore e il secondo di tutela, in competizione con le altre collecting. Ma secondo lo stesso direttore di SIAE, Gaetano Blandini, “Il regolatore pubblico, finora, nel nostro Paese ha sempre prodotto danni.”

In fin dei conti difficilmente nei Network nazionali smetteremo di ascoltare artisti come Fedez, Ruggeri o J-ax. Il problema si pone per le emittenti più piccole che potrebbero prendere in considerazione l’idea di non stipulare due licenze, a patto però di non trasmettere più tutta la musica disponibile sul mercato ma solo quella coperta dai diritti d’autore tutelati dalla società di collecting presa in questione.

La domanda a questo punto la poniamo a voi lettori: cosa fareste nei panni di un editore? Sareste disposti a sostenere costi più alti pur di poter mandare in onda tutta la musica disponibile sul mercato o preferireste rinunciare a qualche artista risparmiando così sulle licenze?

Articolo a cura di Adriano Matteo