Svizzera: più soldi a Radio e TV regionali

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Svizzera: più soldi a Radio e TV regionali

Nella giornata di martedì 26 settembre, è arrivata un’interessante novità riguardo le radio e televisioni svizzere.

Come apprendiamo dal Corriere del Ticino, è stata infatti approvata dagli Stati una mozione presentata dell'ex consigliere nazionale Christophe Darbellay (PPD/VS), e ripresa da Fabio Regazzi (PPD/TI), in merito al canone radiotelevisivo.

La nuova legge sulla radiotelevisione prevede che la quota del canone destinata alle emittenti televisive e radiofoniche regionali sia in futuro compresa in una fascia tra il 4 e il 6%, (attualmente è ferma al limite del 5%, vale a dire 67,5 milioni di franchi). A contrapporsi alla mozione dell’ex consigliere nazionale Darbellay, è stata invano la consigliera federale Doris Leuthard, sottolineando come un così rapido incremento del limite (dopo la precedente approvazione al 5%, con un incremento di 13,5 milioni di franchi) potesse essere inopportuno.

Ma a far pendere maggiormente la bilancia dalla parte di Darbellay, è stata la passata adozione (risalente allo scorso marzo) della mozione in questione da parte del Consiglio Nazionale. Il Governo dovrà quindi portare la quota del canone destinata alle emittenti locali al 6%, favorendo così 21 radio e 13 televisioni con un aumento di 27 milioni di franchi, rispetto all’anno 2015. Aumento che dovrà inoltre verificarsi a quanto pare “in tempi brevi”, e soprattutto senza intaccare il costo del canone (che probabilmente scenderà addirittura al di sotto dei 400 franchi).

A motivare la proposta di legge presentata da Darbellay a favore delle emittenti radiofoniche e televisive regionali, il sempre maggior bisogno di sostegno da parte di quest’ultime, per poter portare avanti le loro attività quotidiane. 

Photo Credit: Corriere del Ticino

Articolo a cura di Vittoria Marchi