Federico Silvestri al World Radio Day 2026: “Una radio fatta solo con l’intelligenza artificiale sarebbe antiradio”
Tra gli ospiti del World Radio Day 2026 organizzato da Radiospeaker.it è intervenuto anche Federico Silvestri, CEO e General Manager del Gruppo Il Sole 24 Ore e di Radio 24.
Nel corso dell’intervista sul palco dell’evento, Silvestri ha affrontato diversi temi centrali per il futuro della radiofonia: dalle nuove indagini AudiRadio al ruolo sociale dell’informazione, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sul mezzo radiofonico.
Radio 24 continua a crescere negli ascolti
In apertura dell’incontro è stato sottolineato il trend positivo di Radio 24, definita come “l’unica talk radio nazionale con incremento continuo degli ascolti”.
Un risultato che, secondo Silvestri, conferma quanto oggi la radio possa avere un ruolo fondamentale non solo come compagnia quotidiana, ma anche come strumento di approfondimento e comprensione della realtà.
AudiRadio e la separazione tra radio nazionali e locali
Uno dei temi affrontati è stato quello delle nuove rilevazioni AudiRadio, di cui Silvestri segue direttamente i lavori come membro del consiglio di amministrazione.
Parlando dell’attuale sistema di rilevazione, il manager ha spiegato che il lavoro svolto è stato “serio” e “molto complesso”, ma anche ancora migliorabile.
In particolare, ha espresso perplessità sulla divisione tra radio nazionali e radio locali in due stream separati:
“Secondo me la radiofonia è una e non si capisce per quale motivo, essendo stata per tutta la storia in un unico stream, adesso bisogna separare i due stream.”
Silvestri ha inoltre evidenziato come la crescita improvvisa di tutte le radio locali possa indicare alcuni disallineamenti nella metodologia della nuova indagine.
“La radio aiuta le persone a costruirsi un’opinione”
Nel corso dell’intervista, Federico Silvestri ha poi voluto riportare il focus sul valore editoriale di Radio 24 e più in generale della radio di informazione.
Economia, geopolitica, finanza e attualità sono temi che oggi incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone e, secondo Silvestri, la radio ha il compito di aiutare gli ascoltatori a comprendere fenomeni sempre più complessi.
“Bisogna che qualcuno aiuti i radioascoltatori a formularsi delle opinioni, a conoscere gli accadimenti in profondità.”
Secondo il CEO di Radio 24, la forza della radio sta anche nella capacità di “democratizzare l’informazione”, mettendo tutti nelle condizioni di capire ciò che accade nel mondo.
Il rapporto tra radio e nuove generazioni
Un altro passaggio centrale dell’intervento ha riguardato il modo in cui i più giovani oggi si informano, spesso attraverso contenuti rapidissimi sui social network.
Silvestri ha sottolineato come la radio possa rappresentare uno strumento fondamentale anche per le nuove generazioni, offrendo tempi e approfondimenti diversi rispetto alla fruizione veloce di piattaforme come TikTok.
Intelligenza artificiale: “Può aiutare la radio, ma non sostituirla”
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’intelligenza artificiale, oggi sempre più presente nel dibattito legato ai media.
Secondo Silvestri, l’AI può rappresentare un importante supporto tecnologico, soprattutto per le realtà radiofoniche più piccole e locali, aiutando a semplificare alcuni processi produttivi.
Allo stesso tempo, però, ha lanciato un chiaro allarme sul tema del copyright e della tutela delle voci radiofoniche:
“La radio vive di voci e le voci identificano la radio.”
Il manager ha evidenziato come oggi non esista ancora una normativa chiara sulla protezione degli archivi vocali e dei contenuti radiofonici generati o replicati tramite intelligenza artificiale.
“Una radio fatta tutta con l’AI è antiradio”
Nel finale dell’intervento, Silvestri ha espresso con decisione la propria visione sul futuro del mezzo:
“Se ci sogniamo che un domani ci sarà una radio fatta tutta con l’intelligenza artificiale, è meglio che chiudiamo e andiamo tutti a casa perché questo è l’antiradio.”
Secondo il CEO di Radio 24, la vera forza della radio resta infatti la capacità umana di creare un rapporto intimo e diretto con gli ascoltatori.
Un legame costruito attraverso sensibilità, esperienza ed empatia, elementi che nessuna tecnologia può realmente sostituire.
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