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DAB, Trentino Alto Adige: spenti i primi impianti FM

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Ormai gli addetti ai lavori e non solo, sanno a cosa ci riferiamo quando parliamo di innovazione nel sistema di ricezione della radio, sulla base della tanto promossa e discussa digitalizzazione del segnale che, a detta di molti editori radiofonici, sta offrendo risultati soddisfacenti proprio in merito alla qualità di ricezione dei programmi. Una situazione che sta producendo lo spegnimento dell’FM, da parte della RAS (Radiotelevisione azienda speciale), come descritto sul portale altoadigeinnovazione.it.

Un ampliamento del digitale che, in queste ultime settimane, ha visto l’installazione di nuove postazioni, in Alto Adige, a Melano e La Valle. In totale la percentuale è del 99,5 % con la presenza di ben 84 impianti digitali. Un investimento che ha portato, inevitabilmente, allo spegnimento degli impianti FM, ritenuti obsoleti dalla stessa dirigenza del RAS. Infatti, secondo il direttore generale, Georg Plattner, con lo spegnimento di tali sistemi, in disuso, vi sarà una diminuzione dei costi relativi al consumo di energia e manutenzione.

Una motivazione, quest’ultima, che rende ancora più vantaggioso l’utilizzo della diffusione in digitale. Infatti, se con la diffusione in FM vi è la gestione di 212 impianti, al contrario, con la trasmissione in DAB+ di 22 programmi, bastano 84 impianti. “Da questo punto di vista, la radio digitale DAB+ è 19 volte più efficiente e i costi d’esercizio calano quasi al 5% per programma”, queste le parole del dirigente Plattner, alla vigilia di un 2018 in cui è previsto lo spegnimento di altri impianti, nelle località di Sonvigo in Val Sarentino, Curon Venosta, Maso Corto, Braies, Racines, Renon, Avigna e Nova Levante. Ö1, ORF-Radio Tirol e Ö3, queste le emittenti che si sono già adeguate al digitale, insieme ad altri 19 format che pure godono della qualità offerta dal segnale DAB.

Insomma, la nuova era del digitale sta prendendo sempre più spazio nell’etere nazionale. E’ ormai tutto in continuo divenire e i nostalgici devono, in qualche modo, rassegnarsi a questa continua innovazione, che ormai coinvolge il media radiofonico in tutti i sensi.

Non ci resta che dire, mai come ora, buon ascolto!

Articolo a cura di Maurizio Schettino

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